Cronaca

Scatta il blocco dello Stretto di Hormuz, Trump: “Chi lo viola sarà eliminato”. Netanyahu: “Cessate il fuoco potrebbe finire presto”

Il blocco dello Stretto di Hormuz deciso da Donald Trump è entrato in vigore. La scadenza era fissata per le 16 ora italiana. Il presidente americano, su Truth è tornato a minacciare di “eliminare” le navi iraniane che tentano di violare il blocco navale imposto dagli Stati Uniti con 15 navi che controlleranno gli accessi: “La Marina iraniana giace sul fondo del mare, completamente annientata: 158 navi. Non abbiamo colpito il loro piccolo numero di quelle che chiamano ‘navi d’attacco veloci’, perché non le consideravamo una grande minaccia. Attenzione: se una qualsiasi di queste navi si avvicina al nostro blocco, verrà immediatamente eliminata, usando lo stesso sistema di sterminio che usiamo contro i narcotrafficanti sulle imbarcazioni in mare. È rapido e brutale”, ha scritto ancora Trump su Truth. Per poi aggiungere: “P.S. Il 98,2% del traffico di droga verso gli Stati Uniti via mare è stato fermato!”

Alle parole di Trump si è aggiunto un comunicato del Comando Centrale Usa (Centocom) in cui c’è scritto che “qualsiasi nave che entri o esca dall’area bloccata senza autorizzazione sarà soggetta a intercettazione, dirottamento e cattura”. Le navi nella regione sono state esortate a “mantenere un’elevata consapevolezza della situazione”, garantire la “massima prontezza operativa del ponte di comando” ed esercitare cautela nelle comunicazioni. Il Centcom “consiglia a tutti i marittimi di monitorare le trasmissioni degli Avvisi ai Naviganti e di contattare le forze navali statunitensi sul canale 16 (comunicazione ponte-ponte) quando operano nel Golfo di Oman e nelle acque di avvicinamento allo Stretto di Hormuz”.

Le restrizioni riguardano tutte le navi da e per i porti iraniani

L’Autorità britannica per le operazioni commerciali marittime (Ukmto) ha spiegato che gli Usa colpiranno tutte le navi senza distinzione di bandiera aggiungendo che “sono in vigore restrizioni all’accesso marittimo che interessano i porti e le zone costiere iraniane”. “Alle navi neutrali attualmente presenti nei porti iraniani è stato concesso un periodo di grazia limitato per ripartire.” Le misure riguardano “l’intera costa iraniana, compresi porti e infrastrutture energetiche”, nel Golfo Persico, nel Golfo di Oman e nel Mar Arabico a est dello Stretto di Hormuz. L’Ukmto ha affermato che il transito attraverso lo stretto da o verso destinazioni non iraniane “non risulta essere ostacolato”, ma le navi potrebbero trovarsi di fronte a “presenza militare, comunicazioni mirate o procedure di diritto di visita” durante il passaggio.

Netanyahu: “Il cessate il fuoco potrebbe finire presto”

Al di là di quello che sta accadendo sul campo, dopo la chiusura ci sono state diverse dichiarazioni. Una di queste è quella di Benjamin Netanyahu. Secondo quanto riportato dal Canale 12 israeliano, il primo ministro israeliano che appoggia la chiusura dello Stretto di Hormuz decisa da Trump, ritiene che il cessate il fuoco con l’Iran potrebbe essere messo in discussione “in brevissimo tempo”.  Netanyahu ha affermato di aver parlato ieri con il vicepresidente Usa JD Vance dopo il fallimento dei negoziati.

Lo Stretto di Hormuz (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Onu: “Nessun Paese ha il diritto di chiudere Hormuz”

Il capo dell’agenzia marittima delle Nazioni Unite ha invece commentato dicendo che nessun Paese ha il diritto legale di bloccare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, un passaggio commerciale paralizzato dalla guerra tra Stati Uniti e Iran: “In conformità con il diritto internazionale, nessun Paese ha il diritto di proibire il diritto di passaggio inoffensivo o la libertà di navigazione attraverso gli stretti internazionali utilizzati per il transito internazionale”, ha affermato il segretario generale dell’organizzazione marittima internazionale, Arsenio Dominguez, in una conferenza stampa.

Iran: “Se nostri porti presi di mira, nessuno scalo nel Golfo sarà sicuro”

La chiusura di Hormuz potrebbe preparare un’invasione di terra dell’Iran? A temerlo sono le forze armate di Teheran che hanno avvertito che qualsiasi minaccia ai porti del Paese scatenerebbe una risposta regionale più ampia, dichiarando che nessun porto nel Golfo Persico o nel Mar d’Oman rimarrebbe sicuro se i porti iraniani venissero presi di mira. Lo riporta l’emittente iraniana Press Tv. “Se la sicurezza dei porti della Repubblica islamica dell’Iran verrà minacciata, nessun porto del Golfo Persico o del Mar d’Oman rimarrà al sicuro”, ha detto il tenente colonnello Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando unificato Khatam al-Anbiya.
Prima del blocco deciso dagli Usa, in merito al passaggio dallo stretto Hormuz, Zolfaqari ha detto che “le navi affiliate al nemico non hanno e non avranno il diritto di attraversare lo Stretto di Hormuz“. “Alle altre navi – ha aggiunto – sarà consentito il transito nello stretto nel rispetto delle normative delle Forze Armate della Repubblica Islamica dell’Iran”.
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Lorenzo Briotti