"Se stalking perseguibile d'ufficio Lorena si sarebbe salvata". La parole dell'esperto (Foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Se lo stalking fosse un reato perseguibile d’ufficio, su segnalazione di chiunque, Lorena Isceri, la donna rapita e uccisa dal suo ex compagno, si sarebbe salvata. A sostenerlo è l’avvocato Agron Xhanaj del Foro di Vicenza, che ha seguito casi di femminicidio, nonché relatore presso la Commissione di inchiesta del Senato sul fenomeno. Il legale da anni si batte per rendere gli atti persecutori perseguibili, anche senza la denuncia della vittima. Lorena “aveva paura, ma non voleva denunciare il suo persecutore per non danneggiarlo – ricorda l’avvocato, riferendosi a quanto sta emergendo dalle indagini – È la trappola psicologica e il condizionamento emotivo in cui cadono troppe donne ed è la falla strutturale che rende l’attuale normativa sullo stalking incapace di prevenire i femminicidi”.
“Già nel 2014 era stata presentata una proposta di riforma per trasformare lo stalking in un reato perseguibile d’ufficio. Da allora la politica si è fermata, ma i casi come quello di Lorena dimostrano che non c’è più tempo da perdere – osserva il legale – Oggi ci poniamo una domanda tragica ma fondamentale: se quella riforma fosse stata in vigore, Lorena oggi sarebbe viva? La risposta è sì. Se lo stalking fosse procedibile d’ufficio, i genitori o gli amici di Lorena — che sapevano del suo terrore — avrebbero potuto sporgere denuncia direttamente alle forze dell’ordine, permettendo alla Polizia di Stato e alla Magistratura di intervenire tempestivamente prima dell’escalation fatale. Scaricare l’obbligo della denuncia esclusivamente sulle spalle della vittima, in nome di una presunta ‘autodeterminazione’, significa lasciarla sola di fronte al suo carnefice e condannarla al silenzio”.