Cronaca

Seminari riservati sull’Anticristo, le polemiche sul viaggio romano di Peter Thiel

Il viaggio romano di Peter Thiel, miliardario della tecnologia e figura di primo piano della destra americana, continua a far discutere tra indiscrezioni, incontri riservati e polemiche politiche. Fondatore di Palantir e tra i più importanti finanziatori del movimento politico legato a Donald Trump, l’imprenditore statunitense si trova da alcuni giorni nella capitale per un ciclo di seminari e conferenze private dedicate al tema dell’Anticristo, organizzate per una platea selezionata e protette da un rigido riserbo sui contenuti e sulle sedi.

Le prime indiscrezioni sulla sua presenza in città sono emerse nei giorni scorsi, quando alcuni articoli di stampa avevano parlato di un possibile ciclo di conferenze presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, l’Angelicum dei domenicani, un ateneo romano con una forte presenza di studenti statunitensi. L’università ha però smentito rapidamente qualsiasi coinvolgimento. In una nota il rettore Thomas Joseph White ha precisato che l’evento “non è organizzato dall’Università, non si svolgerà presso l’Angelicum e non rientra in alcuna nostra iniziativa istituzionale”.

Le voci sul soggiorno romano del magnate sono comunque proseguite. Thiel ha raggiunto la capitale nel fine settimana su invito dell’associazione culturale Vincenzo Gioberti, che ha parlato della sua presenza come di “un grande privilegio” e di “un dono della Provvidenza”, definendo l’imprenditore “uno dei pensatori più originali del nostro tempo”.

Il primo appuntamento del ciclo di incontri si è svolto domenica pomeriggio a Palazzo Taverna, a pochi passi da piazza Navona. Qui Thiel avrebbe tenuto una lezione a porte chiuse su tecnologia, politica e religione davanti a una platea molto selezionata. Tra i partecipanti citati figurano il giornalista Daniele Capezzone e l’imprenditore Guido Maria Brera. Ai presenti sarebbe stato imposto il divieto di divulgare i contenuti degli incontri, mentre le sedi delle successive conferenze non sono state rese pubbliche.

La presenza del magnate ha iniziato a suscitare reazioni politiche e proteste. Nella notte precedente al primo incontro è comparso uno striscione di “benvenuto” a poca distanza dal Colosseo con la scrittaVedo satana cadere come la folgore. Welcome Peter Thiel”, poi rimosso dagli agenti della polizia. L’iniziativa è stata rivendicata sui social dal collettivo Welcome to Favelas.

Thiel, 57 anni, è una delle figure più influenti dell’ecosistema tecnologico americano. Cofondatore di PayPal e tra i primi investitori di Facebook, negli ultimi anni è diventato anche un protagonista del dibattito politico e culturale negli Stati Uniti. Oltre ad aver sostenuto Trump nella corsa alla Casa Bianca del 2016, è considerato uno dei principali sponsor dell’attuale vicepresidente americano J. D. Vance. Le sue posizioni, spesso critiche verso la democrazia liberale sono favorevoli a una visione del progresso guidata dalle élite tecnologiche. 

Ieri flash mob di protesta è stato organizzato davanti alla sede del dicastero dagli attivisti del movimento No Kings.

La deputata di Alleanza Verdi-Sinistra Elisabetta Piccolotti ha dichiarato: “Siamo davvero turbati all’idea che l’azienda di Thiel, un uomo che teorizza la necessità di indebolire la democrazia e si diletta in conferenze sull’Anticristo, possa avere accesso a banche dati che contengono informazioni fondamentali sui cittadini italiani, fondamentali per la tutela della sicurezza nazionale”. Il parlamentare del Partito Democratico Andrea Casu ha invece chiesto al governo “una risposta ufficiale su quali incontri e accordi con le società di Thiel siano in essere o in programma”.

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Gianluca Pace