Senza cibo ed esausti, l'odissea dei marinai della Lincoln (nella foto Ansa) sta per finire: in arrivo in Medio Oriente la George Washington
La portaerei USS George Washington, di stanza nel Pacifico, ha iniziato a dirigersi verso il Medio Oriente per sostituire la Abraham Lincoln in mare da nove mesi. La notizia, confermata dall’agenzia Associated Press, arriva dopo che erano emerse indiscrezioni a riguardo di problemi di salute mentale e di approvvigionamento a bordo della USS Abraham Lincoln, la portaerei impegnata nella area del Golfo.
Su X il Centcom, il Comando Centrale delle forze armate statunitense ha bollato come “false” le voci sulla portaerei negando la mancanza di approvvigionamenti di sapone e cibo, le voci sui turni massacranti ma soprattutto sui tentativi di suicidio: “Nessun membro del personale a bordo della portaerei è deceduto e l’unico marinaio caduto in mare il 3 agosto è stato recuperato rapidamente e in sicurezza. La dilagante disinformazione sulla storica missione della Abraham Lincoln è un disservizio per i nostri uomini e donne in uniforme e per i loro cari. Nelle ultime 48 ore, diverse testate giornalistiche hanno riportato numerose notizie false relative alla missione della USS Abraham Lincoln in Medio Oriente”.
Dopo aver bollato come false anche le notizie di sette marinai morti in una rissa a bordo e quelle relative ad un aumento dei casi di ideazione suicidaria, il Comando Centrale degli Stati Uniti sottolinea che la “USS Abraham Lincoln ha mantenuto uno dei tassi di rinnovo dell’arruolamento più alti (84,4%) tra tutte le portaerei della Marina degli Stati Uniti. I marinai e i fanti di marina del gruppo d’attacco della portaerei Abraham Lincoln rimangono resilienti e determinati dopo oltre 260 giorni in mare, 10.000 voli e 1,5 milioni di libbre di munizioni impiegate”.
L’Odissea degli oltre 5.000 marinai a bordo della portaerei americana Lincoln sta dunque per finire. Le loro sorti sono diventate un caso nazionale che mette in imbarazzo l’amministrazione di Donald Trump. Tutto è cominciato con la denuncia dei familiari di alcuni di loro che hanno rivelato le condizioni estreme e l’incertezza sul loro ritorno. Poi sono arrivate le indiscrezioni sui tentativi di suicidio da parte dei marinai a bordo della portaerei.
Quindi la notizia che il Pentagono ha deciso di inviare la USS George Washington in Medio Oriente per sostituire la Lincoln. Un intervento programmato ma che arriva proprio nel momento più delicato, nonostante Pete Hegseth abbia minimizzato la situazione.
Qualche giorno fa le famiglie dei marinai hanno parlato con la tv Ms Now descrivendo un equipaggio sotto forte pressione dopo che la missione standard di sette mesi è stata prorogata per la seconda volta. Docce ammuffite, carenze di cibo e di altri beni di prima necessità per l’equipaggio della Lincoln che ha trascorso appena due giorni a terra da quando la nave ha lasciato la base di San Diego a novembre e sono cinque mesi che combatte contro l’Iran. Condizioni estreme che, secondo il Navy Times e altri media del settore, hanno portato ad almeno due tentati suicidi. In un caso, la moglie di un marinaio ha raccontato che suo marito ha cercato di gettarsi in mare dopo che il suo periodo di servizio era stato prolungato. In un altro caso, un soldato avrebbe soccorso un commilitone che ha tentato di lanciarsi dalla nave, afferrandolo e riportandolo sul ponte.
Per Pete Hegseth, il Segretario alla guerra (il nome del ministro della Difesa nell’epoca Trump ndr), le notizie sono state “travisate”. “Ci assicuriamo che ogni nave, ogni equipaggio e ogni comandante disponga di tutto ciò di cui abbia bisogno in ogni momento”, ha assicurato il segretario della Difesa parlando con i giornalisti a Panama.
Il piano di rotazione tra le due portaerei era già stato programmato, sottolineano funzionari americani, ma comunque solleva delle domande. Il deputato democratico Richard Blumenthal ha inviato qualche giorno fa una lettera ad Hegseth e al Segretario ad interim della Marina Hung Cao segnalando il deterioramento delle condizioni a bordo della Lincoln.
“Sono giunte numerose segnalazioni riguardanti carenze di rifornimenti di base, contaminazione dell’acqua, problemi agli impianti idraulici, un peggioramento della salute mentale, preoccupazioni per la sicurezza sul ponte di volo e disservizi nel sistema postale; quest’ultimo problema ha causato la perdita durante il transito, per mesi, di molti pacchi contenenti beni di prima necessità destinati alla nave”, ha scritto Blumenthal. Anche il deputato repubblicano Marlin Stutzman ha chiesto al Pentagono un aggiornamento sulla situazione: “Sappiamo che chi presta servizio deve avere la tranquillità di sapere che ci si sta prendendo cura di loro in modo adeguato”.