Cronaca

Sfruttati 40mila rider Glovo in tutta Italia: i pm indagano per caporalato, paghe basse sotto la soglia di povertà

Maxi indagine per caporalato. I pm di Milano hanno messo nel mirino “Foodinho”, la società milanese di delivery food del colosso spagnolo Glovo, l’azienda di Barcellona specializzata nella consegna a domicilio di cibo ordinato online. Consegna affidata a corrieri, in gergo “rider”, che per lo più su bici elettrica recapitano il menù richiesto. Il servizio ha preso piede rapidamente in 200 città di 26 Paesi. Ora la Procura di Milano vuole vederci chiaro e ha disposto in via d’urgenza il controllo giudiziario della società meneghina. L’ipotesi di reato è caporalato su circa 40.000 rider impiegati in tutta Italia. Sotto esame, in certi casi, c’è la catena di subappalti, in altri l’utilizzo di app controllo e di algoritmi con modalità premiali o disincentivanti. In entrambi le paghe orarie sono basse.

Sfruttati 40mila rider Glovo in tutta Italia: i pm indagano per caporalato, paghe basse sotto la soglia di povertà (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Glovo, le testimonianze raccolte dalla Procura

I pm milanesi stanno accertando paghe, orari e contratti collettivi. Hanno sentito e stanno sentendo numerosi “fattorini”, giovani che fanno in media 20 consegne al giorno e si pagano il mezzo di trasporto. Dalle varie testimonianze è emerso che la società impiega rider dalle 10 del mattino fino alle 22-23 e con una paga media di 2,50 euro a consegna o al massimo 3,50 se la consegna è molto distante e nel fine settimana. In buona sostanza il guadagno mensile lordo è tra i 1.000 e 1.200 euro. In più questi rider sono geolocalizzati e subiscono penalizzazioni in caso di ritardo nelle consegne. La Procura di Milano, Pm Paolo Storari, ha già raccolto 54 pagine di testimonianze.

Nella “casa” dei fattorini

Casa rider nel centro di Firenze è il risultato di un progetto promosso dalla Cgil Firenze in partenariato con altre associazioni e con il sostegno del comune. Questo per concedere momenti di riposo ai rider in una struttura che ha persino le postazioni per ricaricare le bici elettriche. A Firenze, come in altre città, i rider raccontano di lavorare 10-12 ore al giorno e di non prendere più di 200 euro a settimana. Ora denunciano un peggioramento delle consegne che si sono estese in territori più vasti e in zone difficili da raggiungere. C’è anche un paradosso denunciato dai fattorini: “A volte il cliente nega di aver ricevuto la consegna. In quel caso paghiamo noi”.

Dice il giuslavorista Maurizio Del Conte, docente alla Bocconi di Milano e autore di numerose leggi innovative del mercato del lavoro: “Il problema si risolve solo agendo a monte. La Magistratura interviene ma non cura la malattia. Se il guadagno non c’è, se non a scapito dei lavoratori, allora non c’è impresa. La concorrenza sleale è quella che si regge sul lavoro nero e sfruttamento”. Da quanto filtra dalla Procura le retribuzioni ai rider sono in contrasto coi contratti collettivi e sono sotto la soglia di povertà.

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Enrico Pirondini