Si riprendono mentre fanno il saluto fascista in classe, cinque studenti indagati a Sulmona (foto da archivio) - Blitz quotidiano
Il video in cui alcuni studenti di un liceo di Sulmona eseguono il saluto fascista potrebbe essere stato registrato durante la settimana dedicata alle celebrazioni del Giorno della Memoria. Secondo quanto emerso, la classe coinvolta aveva richiesto e ottenuto l’autorizzazione a svolgere un’assemblea il 31 gennaio. Proprio in quell’occasione, stando alle ricostruzioni, sarebbe stato realizzato il filmato finito poi sui social network (e poi rimosso).
Nelle immagini si vedrebbero 5 ragazzi mentre compiono il gesto e mostrano una bandiera riconducibile al periodo del regime fascista. La vicenda ha attirato l’attenzione della Procura minorile dell’Aquila, che ha aperto un’indagine per fare piena luce sull’accaduto e accertare eventuali responsabilità.
Nella giornata di ieri le forze dell’ordine hanno eseguito perquisizioni nelle abitazioni di alcuni studenti, tutti minorenni. Durante le operazioni sarebbe stata rinvenuta la bandiera utilizzata nel video, oltre a diversi dispositivi elettronici, tra cui telefoni cellulari ora al vaglio degli inquirenti.
L’episodio ha profondamente colpito il corpo docente e la dirigenza scolastica, che si sono detti “basiti e sconvolti” per quanto accaduto. La classe, composta da 19 studenti tra ragazzi e ragazze, aveva svolto l’assemblea a porte chiuse, con insegnanti presenti nei corridoi ma senza supervisione diretta all’interno dell’aula. Secondo l’istituto, si sarebbe trattato dell’unico momento, dall’inizio dell’anno scolastico, in cui gli studenti non erano sotto controllo diretto durante un’attività autorizzata. La scuola ha inoltre ribadito il proprio impegno costante nel promuovere la cultura della Memoria attraverso progetti e iniziative durante tutto l’anno.
Nelle ultime ore sarebbe emerso anche un secondo filmato, girato probabilmente nella stessa circostanza. In questo caso, gli studenti avrebbero partecipato a una sorta di “sfida” mostrando oggetti insoliti per l’ambiente scolastico, come pupazzi, la batteria di un motorino o una caffettiera, in una gara informale a chi portava l’oggetto più curioso.
Si tratterebbe di un comportamento comunque passibile di sanzione disciplinare, ma privo di riferimenti al nazifascismo. Le indagini proseguono per chiarire dinamiche e responsabilità, mentre la comunità scolastica resta in attesa degli sviluppi giudiziari.