Cronaca

Silvia Salis e la maternità: “Mio figlio è arrivato con la fecondazione assistita”

Silvia Salis parla del suo rapporto con la maternità, rivelando di essere ricorsa a un percorso di fecondazione assistita per la nascita di suo figlio Eugenio, nato nel 2023 dalla relazione con il regista Fausto Brizzi. La sindaca di Genova lo racconta nel suo libro “È già domani” (Feltrinelli), come anticipa lei stessa in un articolo su Repubblica:

“È la prima volta che ne parlo – spiega Salis – Il percorso che nel 2023 ha portato alla nascita di Eugenio non è stato breve. Per molto tempo avevo pensato alla maternità come a qualcosa che sarebbe arrivato naturalmente, quando il momento giusto si fosse presentato. È una convinzione diffusa, soprattutto tra le donne che hanno costruito la propria vita attorno a percorsi lavorativi intensi. Si crede che il tempo sia elastico, che le stagioni della vita possano essere spostate come appuntamenti su un’agenda. La realtà è diversa. A un certo punto capisci che il corpo ha un suo calendario e che la maternità, come molte cose importanti, non è sempre una strada lineare. Fausto e io provammo per un anno ad avere un bambino: nonostante entrambi avessimo le analisi in ordine, non restavo incinta“.

“Per me è importante parlarne – aggiunge la sindaca di Genova – così come ha fatto la deputata democratica statunitense Alexandria Ocasio-Cortez nell’agosto scorso, condividendo sui suoi canali social il percorso di congelamento degli ovociti a trentasei anni. Non c’è niente di cui vergognarsi nel dichiararlo pubblicamente; anzi, la notizia ha riacceso il dibattito sui costi e sulle tutele legate alla conservazione della fertilità, un tema che resta in gran parte a carico delle singole persone ma che inizia a stimolare proposte di sostegno regionale (come in Puglia e Toscana). (…) La fecondazione assistita è una tecnologia straordinaria, ma non è mai soltanto una questione tecnica. È un’esperienza emotiva complessa“.

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Silvia Di Pasquale