Cronaca

Skincare per bambine sotto accusa: perché l’Antitrust indaga su Sephora, LVMH Profumi e Benefit Cosmetics

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato due istruttorie nei confronti di Sephora Italia, Benefit Cosmetics LLC e LVMH Profumi e Cosmetici Italia per possibili pratiche commerciali scorrette. Le contestazioni riguardano la promozione e la vendita di prodotti cosmetici per adulti a bambini e adolescenti, anche di età inferiore ai 10-12 anni.

Bambine e cosmetici per adulti: l’intervento dell’Antitrust

Secondo l’Antitrust, l’uso precoce di maschere viso, sieri e creme anti-age può favorire acquisti compulsivi e rientra nel fenomeno della cosiddetta “cosmeticoressia”, ossia un’ossessione per la cura della pelle già in età infantile. L’autorità sottolinea che tali pratiche potrebbero avere effetti dannosi sulla salute dei più piccoli, sia fisici che psicologici, specialmente quando mancano avvertenze chiare sui prodotti non adatti ai minori.

Le società coinvolte sono inoltre accusate di strategie di marketing mirate, che coinvolgono giovanissime micro-influencer per promuovere cosmetici destinati ad adulti, inducendo bambini e preadolescenti a comportamenti di consumo compulsivo. Recentemente, le sedi delle aziende sono state ispezionate con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Il fenomeno “Sephora Kids” e l’influenza dei social

Negli ultimi anni, l’interesse di bambine e adolescenti verso cosmetici per adulti è cresciuto in modo esponenziale, favorito dai social media come TikTok. È nato così il fenomeno noto come “Sephora Kids”: ragazze tra gli 8 e i 13 anni che adottano vere e proprie routine di skincare, acquistando prodotti non pensati per la loro età.

Queste pratiche includono tutorial online, recensioni e consigli su detergenti e trattamenti anti-age, aumentando l’esposizione a ingredienti che possono provocare irritazioni, dermatiti o fotosensibilità. Gli esperti mettono in guardia sui rischi della precoce abitudine ai cosmetici per adulti, sottolineando come la diffusione di questi contenuti possa incentivare un consumo compulsivo e non sicuro tra le giovanissime.

Skincare infantile: una moda con rischi concreti

La dermatologa Maria Giuliana Cacciaguerra, dirigente medico presso l’IDI (Istituto Dermatologico dell’Immacolata), ha confermato i rischi della skincare per bambine: sempre più spesso riceve pazienti di 8-9 anni, talvolta già truccate o con routine cosmetiche avanzate. Le irritazioni cutanee e le reazioni allergiche causate da prodotti non idonei sono ormai frequenti.

Secondo Cacciaguerra, senza interventi tempestivi il mercato dei cosmetici per bambini rischia di aumentare problemi dermatologici, allergie e danni cutanei gravi. L’Antitrust, quindi, punta a regolamentare pratiche di marketing e vendita scorrette, proteggendo i minori dall’uso inappropriato di cosmetici destinati agli adulti.

 

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Francesca Ripoli