Cronaca

Soffoca la moglie malata con un cuscino e poi chiama i carabinieri

Ha soffocato la moglie con un cuscino mentre lei era stesa a letto. Giovanni Secci, 81 anni, ex assistente scolastico, ha ucciso Mariolina Seguri, anche lei di 81 anni, nella loro abitazione in pieno centro a Monserrato, nella città metropolitana di Cagliari. Il delitto è avvenuto intorno alle 14 di ieri. La donna aveva problemi di salute da diversi anni – chi la conosceva parla di una decina di anni – e non era più lucida per problemi psichici, oltre ad avere gravi problemi alla vista. Aveva appena finito di pranzare e il figlio l’aveva accompagnata a letto prima di andare al lavoro.

Rimasti soli in casa, l’81enne avrebbe raggiunto la consorte in camera da letto, soffocandola. Non è chiaro ancora se l’omicidio sia avvenuto dopo una discussione oppure se la donna stesse già riposando. Dopo il gesto, l’uomo ha prima rivelato al figlio quello che aveva fatto e subito dopo ha chiamato il 112 parlando con i medici del 118 e spiegando di aver ucciso la moglie. Sul posto insieme alle ambulanze sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Quartu e quelli del Comando provinciale di Cagliari. Il pensionato era in cucina con le mani tra i capelli quando i militari sono entrati in casa. L’uomo è stato arrestato e portato in caserma. I militari adesso stanno lavorando per ricostruire dettagliatamente la vicenda e accertare con precisione le ragioni dell’omicidio. Intanto sono state raccolte le testimonianze di alcuni vicini. I militari hanno anche sequestrato i cuscini della camera da letto e altri elementi trovati in casa e che sono ritenuti utili alle indagini.

Il sindaco di Monserrato, Tomaso Locci, arrivato sul luogo del delitto parla di dramma familiare, di una tragedia: “È sicuramente frutto di un disagio che va avanti da tanto – ha detto ai cronisti – si tratta però di un femminicidio. La signora sicuramente aveva qualche problema e sicuramente qualche problema forse c’è stato anche in precedenza”. Il primo cittadino conferma: “Non erano seguiti dai servizi sociali, non avevamo in carico questa famiglia. Forse in un’unica occasione ad agosto scorso si sono presentati da noi – ha concluso il sindaco – ma altre situazioni per i nostri servizi sociali non si erano manifestate”.

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Silvia Di Pasquale