Raid su Teheran, Israele e Usa attaccano: missili iraniani su Israele, scatta l’allarme in tutto il Medio Oriente (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Colonne di fumo nero si sono alzate nel cielo di Teheran, visibili da diversi quartieri della capitale iraniana. A riferirlo sono stati i giornalisti dell’Afp, che hanno parlato di un forte rimbombo avvertito prima delle esplosioni, la cui origine non è stata inizialmente chiarita. Una delle colonne si sarebbe sprigionata nei pressi del quartiere Pasteur, dove si trovano la residenza della Guida Suprema Ali Khamenei e il palazzo presidenziale.
A rivendicare l’operazione è stato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz: “Lo Stato di Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l’Iran per rimuovere le minacce per lo Stato di Israele”. Secondo diverse fonti, tra cui media israeliani e americani, si tratterebbe di un’azione pianificata da tempo e coordinata con Washington. Lo spazio aereo iraniano è stato immediatamente chiuso, mentre le autorità di Teheran hanno riferito di esplosioni anche in altre città strategiche.
Secondo fonti militari citate da agenzie internazionali, l’attacco sarebbe parte di un’operazione congiunta tra Israele e Stati Uniti. Un funzionario americano ha confermato che i raid sono stati condotti nell’ambito di una strategia coordinata. Nelle settimane precedenti, Washington aveva rafforzato la propria presenza militare nel Golfo Persico con navi da guerra e caccia.
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato in un video che gli Stati Uniti hanno avviato “importanti operazioni di combattimento in Iran. Il nostro obiettivo è difendere il popolo americano eliminando le minacce imminenti del regime iraniano, un gruppo feroce di persone molto dure e terribili”. E ancora: “Abbiamo provato a fare un accordo, ma hanno rifiutato ogni occasione di rinunciare alla sue ambizioni nucleari”.
Secondo indiscrezioni, la fase iniziale dell’attacco dovrebbe durare quattro giorni. L’operazione, denominata “Operation Epic Fury” dal Dipartimento della Difesa Usa, sarebbe stata pianificata per sorprendere Teheran con raid diurni, considerati meno prevedibili.
La reazione iraniana non si è fatta attendere. Missili sono stati lanciati verso il territorio israeliano, in particolare nell’area di Haifa e successivamente verso Tel Aviv. Le Forze di difesa israeliane hanno comunicato di aver intercettato “missili lanciati dall’Iran verso lo Stato di Israele”, mentre la popolazione è stata invitata a rifugiarsi nei bunker.
Il premier Benjamin Netanyahu ha dichiarato: «Poco fa, Israele e gli Stati Uniti hanno avviato un’operazione per rimuovere la minaccia esistenziale del regime terroristico in Iran. Il regime non deve essere dotato di armi nucleari che gli consentirebbero di minacciare l’intera umanità». E ha aggiunto: “La nostra azione congiunta creerà le condizioni affinché il coraggioso popolo iraniano prenda in mano il proprio destino. È giunto il momento per tutte le componenti del popolo iraniano – persiani, curdi, azeri, beluci e ahwazi – di liberarsi dal giogo della tirannia e di costruire un Iran libero e amante della pace”.
Nel frattempo, esplosioni sono state segnalate anche ad Abu Dhabi e Doha, sedi di importanti basi militari americane.
Il Qatar ha annunciato di aver intercettato un missile iraniano con il sistema Patriot nei cieli di Doha. Secondo fonti iraniane, sarebbero state prese di mira la base di Al Udeid, quella di Al Dhafra negli Emirati e altre installazioni militari americane nella regione. Non è chiaro l’entità dei danni.
Il ministero degli Esteri iraniano ha denunciato che gli attacchi hanno colpito «l’integrità territoriale e la sovranità nazionale del Paese, comprese le infrastrutture difensive e le località non militari in varie città del Paese», aggiungendo che “la Repubblica islamica considera questa aggressione una chiara violazione della pace e della sicurezza internazionali e sottolinea che si riserva il diritto legittimo di rispondere in modo deciso”.
Intanto Internet in Iran è stato quasi completamente oscurato. Secondo l’organizzazione NetBlocks, si è registrato “un blackout di internet quasi totale”, con la connettività scesa al 4%.
Il Mossad ha annunciato l’apertura di un canale Telegram in lingua farsi rivolto direttamente alla popolazione iraniana: “Non siete soli. Abbiamo lanciato per voi un canale Telegram super sicuro e speciale. Insieme riporteremo l’Iran ai suoi giorni gloriosi”. Il messaggio invita a condividere materiali sulla “giusta lotta contro il regime” e si conclude con un appello a “prendersi cura di se stessi”.
Anche Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià e figura dell’opposizione in esilio, ha diffuso un video: “Siamo molto vicini alla vittoria finale”. E ancora: “Voglio essere al vostro fianco il prima possibile in modo che insieme possiamo riprenderci l’Iran e ricostruirlo”.
Secondo fonti iraniane, l’operazione israeliana, denominata “Ruggito del Leone”, avrebbe causato gravi perdite tra le Guardie Rivoluzionarie.
L’escalation ha provocato immediate reazioni diplomatiche. La Russia ha sospeso i voli verso l’Iran, mentre l’Iraq ha chiuso il proprio spazio aereo. In Israele, lo spazio aereo civile è stato chiuso e sono state introdotte restrizioni interne.
Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha scritto: “Seguo gli sviluppi della situazione in costante contatto con le Ambasciate d’Italia a Teheran ed a Tel Aviv. Priorità: la sicurezza dei nostri connazionali. Alla Farnesina al lavoro l’Unità di crisi”.
Da Palazzo Chigi è arrivata una nota dopo una riunione presieduta dalla premier Giorgia Meloni, che ha ribadito la necessità di garantire la sicurezza degli italiani nella regione e di sostenere ogni iniziativa utile a un allentamento delle tensioni. L’Italia ha inoltre espresso vicinanza alla popolazione civile iraniana, auspicando una de-escalation in uno scenario che rischia di destabilizzare l’intero Medio Oriente.