Cronaca

Strage di migranti nel Mediterraneo: 37 morti tra Lampedusa e il Mar Egeo

Trentasette persone hanno perso la vita in mare in un solo giorno, tra due naufragi nel Mediterraneo e nel Mar Egeo. A Lampedusa, 19 migranti, tra cui una donna e due bambini, sono stati trovati morti su un gommone al largo dell’isola, mentre 58 sono sopravvissuti, molti in gravi condizioni. Sul gommone partito da Abu Kammash, in Libia, erano in 80: tre uomini sono caduti in mare e risultano dispersi. I sopravvissuti comprendono 16 donne e 5 minori. I cadaveri sono stati trasportati alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana, mentre i superstiti sono stati portati all’hotspot di contrada Imbriacola e assistiti dai medici e dalla Guardia costiera.

Cinque migranti, tra cui un bambino di circa un anno, sono ricoverati in condizioni critiche al Poliambulatorio. Due adulti verranno trasferiti in elisoccorso a Palermo. Gli adulti sono intossicati dai fumi di idrocarburi e in stato di ipotermia, mentre i due bambini superstiti non destano preoccupazioni cliniche. Una giovane donna tra i superstiti ha preso con sé il bimbo più piccolo e lo ha tenuto stretto durante il viaggio sulla motovedetta: “Lui adesso che fine farà?”, ripete disperata, spiegando che la madre del piccolo sarebbe tra i cadaveri sbarcati.

Le reazioni

Il sindaco di Lampedusa, Filippo Mannino, ha dichiarato: “Scene di pietà. Spero che un giorno tutto questo finirà, un conto è vedere questo strazio e un altro è raccontarlo. Il mare è in tempesta, il traghetto di linea non partirà prima di sabato”. Sheila Melosu, capo missione della ong Mediterranea Saving Humans, ha sottolineato: “Abbiamo assistito allo sbarco di donne, uomini, bambini e bambine, tra cui 19 corpi, ormai senza vita. Vittime di questa ennesima strage evitabile perché, finché non vi saranno canali umanitari sicuri e legali per entrare in Europa, le persone continueranno a mettersi in mare in ogni condizione”.

Un’altra strage

A queste 19 vittime di Lampedusa si sommano altri 18 migranti morti nel Mar Egeo, al largo della costa di Bodrum, in Turchia. In quel caso, un gommone naufragato ha causato la morte di uomini, donne e bambini, mentre alcuni superstiti sono stati tratti in salvo. La somma dei due naufragi dà quindi il bilancio complessivo di 37 vite spezzate in un solo giorno.

“Le 19 vite spezzate al largo della Libia, a cui si aggiungono almeno altre 18 nel Mar Egeo – scrive Save the Children – non sono una tragedia inevitabile, ma il risultato diretto di politiche europee che continuano a privilegiare la deterrenza alla protezione delle persone, fra cui migliaia di bambini e bambine”. L’Unhcr ha aggiunto su X: “Profondamente addolorati per l’ennesimo, tragico incidente nel Mediterraneo: 19 salme portate a Lampedusa dopo ore alla deriva. 58 persone soccorse, molte in ipotermia, tra cui bambini e una donna incinta”.

Published by
Gianluca Pace