Cronaca

Sul Monte Shasta seguono i consigli dell’AI: tre escursionisti inesperti finiscono dispersi in montagna

L’intelligenza artificiale può essere uno strumento utile, ma affidarsi ciecamente alle indicazioni di un chatbot può diventare rischioso, soprattutto in ambienti estremi. È quanto accaduto a tre giovani escursionisti statunitensi, inesperti di alta montagna, che hanno deciso di affrontare il Monte Shasta, oltre 4.300 metri di quota nel nord della California.

Prima della partenza, il gruppo ha chiesto a Gemini, il chatbot di Google, informazioni sul percorso, sull’attrezzatura, sulle provviste e sui tempi necessari per raggiungere la vetta. Secondo le autorità, alcune indicazioni fornite dall’AI avrebbero portato i ragazzi a sottovalutare la quantità di acqua e cibo necessaria e la difficoltà dell’escursione.

La disavventura in alta quota

I tre hanno allestito il campo base a circa 2.560 metri, per poi partire verso la vetta alle 3 del mattino. Avevano con sé zaini da giornata, lasciando le tende nel bosco con l’intenzione di rientrare in serata.

La salita, però, si è rivelata molto più lunga del previsto. Il gruppo ha raggiunto la cima soltanto intorno alle 19, ben oltre l’orario consigliato per iniziare la discesa. Al buio, i ragazzi hanno chiesto aiuto allo sceriffo della contea di Siskiyou, ma hanno finito per allontanarsi dal percorso principale e imboccare un canyon.

Durante la discesa uno degli escursionisti è caduto in un canalone molto ripido, riportando un problema al ginocchio. I tre sono quindi stati costretti a trascorrere la notte all’aperto. La mattina successiva sono stati individuati dai ranger del Servizio Forestale e aiutati dai soccorritori a ritrovare la strada.

Gli errori e il dibattito sull’AI

Secondo le autorità, Gemini avrebbe indicato un tempo di salita di circa otto ore, mentre l’escursione si è trasformata in una permanenza di più giorni. Anche l’app AllTrails, utilizzata dal gruppo per seguire il percorso, è finita al centro delle discussioni. L’azienda ha precisato che il tracciato Clear Creek verso il Monte Shasta è classificato come “impegnativo”, con copertura telefonica sporadica e possibili presenza di neve, ghiaioni e condizioni che possono richiedere ramponi e piccozza.

AllTrails ha inoltre ricordato che i percorsi impegnativi sono destinati a escursionisti esperti e che è fondamentale “effettuare ricerche approfondite prima di affrontare il percorso, un fattore imprescindibile per ogni escursionista prima di qualunque uscita outdoor”.

L’episodio riaccende così il dibattito sui rischi di affidarsi all’AI senza verificare le informazioni: in montagna, tecnologia e applicazioni possono aiutare, ma non possono sostituire esperienza, preparazione e buon senso.

Published by
Filippo Limoncelli