Super El Niño in arrivo? L’Onu lancia l’allarme sul possibile evento climatico più intenso mai registrato (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Le Nazioni Unite hanno lanciato un nuovo allarme climatico riguardo alla possibile formazione di un El Niño particolarmente intenso, che secondo alcuni esperti potrebbe trasformarsi in un vero e proprio “Super El Niño”. L’Organizzazione Meteorologica Mondiale stima infatti una probabilità dell’80% che il fenomeno si sviluppi prima della fine dell’estate, con conseguenze potenzialmente significative su scala globale.
L’attenzione degli scienziati è concentrata sulla possibilità che questo evento possa raggiungere livelli eccezionali, superiori a quelli osservati negli ultimi decenni. Secondo diversi climatologi, le condizioni attualmente registrate negli oceani ricordano quelle che in passato hanno preceduto alcuni dei più importanti episodi di El Niño.
A preoccupare gli studiosi sono soprattutto i dati raccolti attraverso satelliti, boe oceaniche e sistemi di monitoraggio marino. Le rilevazioni mostrano vaste aree del Pacifico tropicale caratterizzate da temperature anomale anche di oltre sei gradi rispetto alla media a centinaia di metri di profondità.
Questo accumulo di calore negli strati più profondi dell’oceano viene considerato un possibile segnale anticipatore di un forte riscaldamento delle acque superficiali. Quando ciò accade, aumenta il trasferimento di energia verso l’atmosfera, favorendo un incremento delle temperature globali e una maggiore frequenza di fenomeni meteorologici estremi.
Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha definito questa prospettiva un importante campanello d’allarme, invitando governi e istituzioni a prepararsi agli effetti che potrebbero manifestarsi nei prossimi anni.
El Niño è un fenomeno climatico naturale legato alle variazioni delle temperature superficiali dell’Oceano Pacifico equatoriale. In condizioni normali, le acque più calde si concentrano verso l’Asia e l’Australia. Durante un episodio di El Niño, invece, queste masse d’acqua si spostano verso la costa occidentale delle Americhe.
Questo cambiamento altera la circolazione atmosferica globale, modificando la distribuzione delle piogge e delle temperature in numerose regioni del pianeta. Alcune aree possono sperimentare precipitazioni eccezionali e inondazioni, mentre altre possono essere colpite da siccità prolungate e ondate di calore.
Sebbene non sia possibile prevedere con precisione l’intensità e la durata del prossimo El Niño, gli esperti ritengono che il fenomeno possa contribuire ad accentuare gli effetti del cambiamento climatico già in corso. In Europa meridionale e nel bacino del Mediterraneo, gli eventi passati hanno spesso coinciso con condizioni meteorologiche più estreme.
Per l’Italia ciò potrebbe tradursi in lunghi periodi di siccità alternati a precipitazioni intense e improvvise, con un aumento del rischio di alluvioni, dissesto idrogeologico e stress per le risorse idriche. Gli scienziati sottolineano che un’atmosfera più calda contiene più energia, favorendo fenomeni sempre più violenti e difficili da prevedere.
Proprio per questo motivo il possibile arrivo di un Super El Niño viene osservato con grande attenzione dalla comunità scientifica internazionale, che considera i prossimi mesi decisivi per comprendere l’evoluzione del fenomeno.