(Foto Ansa)
Oltre cinque milioni di studenti delle scuole pubbliche del Texas dovranno studiare racconti e passi della Bibbia nell’ambito del programma scolastico. Il Consiglio statale dell’istruzione ha approvato un nuovo elenco di letture obbligatorie per gli alunni tra i 6 e i 15 anni, mentre si prepara a votare una più ampia revisione dei programmi che rafforza l’insegnamento della storia del Texas e degli Stati Uniti ed elimina i corsi dedicati alle “culture del mondo”.
L’introduzione dei testi biblici sarà graduale e inizierà dalle scuole elementari nel 2030. Tra le letture previste figurano il Libro di Giona, i Salmi per gli studenti della scuola media e, alle superiori, il Libro delle Lamentazioni e la Genesi. La decisione arriva dopo le polemiche suscitate dalla legge che impone l’esposizione dei Dieci Comandamenti in ogni aula scolastica.
Il provvedimento ha acceso un duro confronto. I critici sostengono che violi il principio della separazione tra Stato e Chiesa, favorisca il cristianesimo rispetto ad altre religioni e non rifletta la composizione multiculturale del Texas, dove oltre metà degli studenti è di origine ispanica o afroamericana. I sostenitori replicano invece che le tradizioni giudaico-cristiane hanno avuto un ruolo fondamentale nella nascita degli Stati Uniti e meritano quindi uno spazio nell’istruzione pubblica.
Sul fronte politico, il presidente Donald Trump ha ribadito il suo sostegno agli elettori religiosi promettendo: “finchè sarò presidente difenderò i cristiani e gli americani religiosi al 100%” e che “proteggerò chiese e sinagoghe da criminali ed estremisti di sinistra”.