Torino, condannato a 8 anni per stupro ma risulta irreperibile. La vittima: "Ho paura di rivederlo" (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
Hamed Nebi, tunisino di 30 anni, è stato condannato a 8 anni dal Tribunale di Torino per aver aggredito e violentato una donna mentre faceva jogging. Dopo la notifica di fissazione dell’udienza preliminare l’uomo non si è presentato in aula e al momento risulta irreperibile. Il Gip non aveva applicato alcuna forma restrittiva perché non riteneva concreto il pericolo di fuga. “La regola è che gli imputati vengano processati a piede libero, l’applicazione della misura cautelare è l’eccezione, però questo è di competenza della Procura”, ha dichiarato Giada Lust, avvocata della vittima.
L’episodio risale al 29 giugno del 2024 e ha avuto luogo al parco comunale di Luserna San Giovanni. Qui si è consumata la violenza che ha portato alle accuse di aggressione, stupro e gravi lesioni. L’uomo era poi riuscito a fuggire, mentre la vittima è stata ricoverata in ospedale e operata per due volte a una gamba. La donna ha poi raccontato di aver perso anche un dente durante l’aggressione, quando ha morso il 30enne con tutta la forza che aveva. “Ricordo che la signora non riusciva a reggersi in piedi per le fratture alle gambe. L’ho sorretta, mentre attendevamo l’arrivo dell’ambulanza”, ha raccontato il carabiniere intervenuto sul posto.
Le indagini hanno portato al fermo di Nebi, identificato grazie alla cicatrice che aveva sul braccio. In caserma il 30enne ha poi confessato tutto, consegnando anche gli abiti che indossava il giorno della violenza. Nonostante la confessione, Nebi non è stato sottoposto ad alcuna misura cautelare e in seguito il 30enne non si presenterà a nessuna udienza, rendendosi sostanzialmente irreperibile. Nella giornata di ieri è arrivata la sentenza: 8 anni di carcere e 60mila euro di risarcimento. L’uomo, però, ha fatto perdere le sue tracce.
“Per un anno e tre mesi ho camminato con le stampelle. Adesso sono tornata a correre e, con la mia famiglia, voglio ripartire. Questa sentenza può segnare un nuovo inizio, anche se il dolore non è passato. È impossibile lasciarsi tutto alle spalle. Ho paura di rivedere quell’uomo. Non sappiamo che fine abbia fatto, non abbiamo idea di dove sia”, ha raccontato la vittima.