Torino, violenta un ragazzino di 12 anni al parco e viene arrestato: "Il giorno dopo mi hanno accoltellato" (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
È stato fermato il giovane accusato degli abusi sessuali ai danni di un ragazzo di 12 anni nel parco dell’Arrivore a Torino. Il giovane ha confessato, spiegando di avere agito sotto l’effetto di droghe. Oltre alle indagini sugli abusi, saranno effettuati accertamenti anche su un’aggressione denunciata dall’indagato. Il 20enne senza fissa dimora, infatti, ha rivelato di essere stato aggredito il giorno successivo alla violenza da un gruppo di persone.
Il 12enne era stato attirato con la scusa di un giro in monopattino, portato al parco dell’Arrivore e abusato. Secondo quanto ricostruito, il ragazzino era stato avvicinato nel cortile delle case popolari dove vive: il ventenne lo avrebbe convinto a salire sul monopattino proponendogli di fare un giro insieme e lo avrebbe poi condotto fino al parco, dove si sarebbe consumato l’abuso. Il ragazzino è stato accompagnato dall’uomo in un minimarket della zona, dove gli ha comprato una coca-cola e un pacchetto di patatine. Poco dopo si è allontanato alla vista di alcuni amici del dodicenne, che lo hanno trovato sotto choc. In lacrime, il ragazzino ha poi raccontato quanto era accaduto alla madre, che ha chiamato la polizia.
Il 20enne, che ha precedenti per piccoli reati contro il patrimonio, era sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di firma ma proprio da venerdì scorso, quando si è consumata la violenza, non si era più presentato alle forze dell’ordine. Agli investigatori il giovane ha spiegato che si stava nascondendo dalla famiglia della vittima: i parenti del 12enne avrebbero infatti pubblicato le foto dell’uomo sui social e organizzato successivamente una ronda punitiva per dare la caccia all’autore della violenza.
La spedizione punitiva sarebbe culminata sabato notte con un’aggressione da parte di alcuni uomini. Il 20enne sarebbe stato accoltellato alle gambe. “Erano almeno dieci persone, avevo paura”, ha raccontato il 20enne. Il suo racconto è ora al vaglio degli inquirenti, che stanno verificando anche un eventuale collegamento tra l’aggressione e l’abuso sessuale di cui è accusato.