Cronaca

Treno, qual è il posto più sicuro in caso di incidente? Dove sedersi secondo gli esperti

Dopo il drammatico scontro tra due treni ad alta velocità vicino a Toledo, in Spagna, che ha provocato almeno 69 morti, torna una domanda importante: esiste un posto più sicuro dove sedersi quando si viaggia in treno? Secondo gli esperti di sicurezza ferroviaria, la risposta dipende soprattutto dalla dinamica dell’incidente, dalla velocità dell’impatto e dalla struttura dei convogli. Tuttavia, alcune posizioni possono contribuire a ridurre i rischi.

Non esistono database pubblici completi che raccolgano la posizione di tutte le vittime nei diversi incidenti ferroviari. Le analisi dei singoli disastri permettono comunque di individuare alcune tendenze: le carrozze centrali, i sedili rivolti in direzione opposta rispetto al senso di marcia e i posti vicino al corridoio sembrano offrire maggiori possibilità di protezione.

I treni, è importante ricordarlo, restano tra i mezzi di trasporto più sicuri in Europa e negli Stati Uniti, secondi soltanto agli aerei. Nell’Unione europea il tasso di mortalità dei passeggeri è stimato tra 0,09 e 0,15 decessi per miliardo di chilometri percorsi.

Carrozze centrali e sedili rivolti all’indietro: cosa dicono gli esperti

Uno dei principi più importanti della sicurezza ferroviaria riguarda la posizione delle carrozze all’interno del convoglio. In caso di collisione frontale o tamponamento, infatti, i danni maggiori tendono a concentrarsi alle estremità del treno.

Larry Mann, principale autore del Federal Railway Safety Act americano del 1970, ha più volte sottolineato questo aspetto: «Il punto più sicuro durante un incidente è il centro del treno. In caso di collisione frontale o di tamponamento, i danni maggiori si concentrano alle estremità».

Anche la posizione del sedile può fare la differenza. Ross Capon, ex presidente della National Association of Railroad Passengers, evidenzia che i posti sul corridoio “riducono il rischio di contatto con vetri rotti”, mentre i sedili rivolti all’indietro limitano la proiezione in avanti del corpo durante una frenata improvvisa o un impatto.

Alcuni incidenti reali sembrano confermare queste indicazioni. Nella collisione di Chatsworth, avvenuta nel 2008 tra un treno Metrolink e un convoglio merci negli Stati Uniti, 22 delle 25 vittime si trovavano nella prima carrozza passeggeri, schiacciata dalla locomotiva.

Anche uno studio pubblicato sull’International Journal of Rail Transportation ha analizzato gli effetti delle collisioni frontali sui treni pendolari, evidenziando i rischi associati ai sedili rivolti in avanti e ad alcune posizioni laterali.

Come sono progettati i treni moderni per proteggere i passeggeri

La sicurezza ferroviaria dipende anche dalle caratteristiche costruttive dei convogli. I treni moderni sono progettati con particolari zone a deformazione programmata, soprattutto nelle carrozze di testa e di coda. Si tratta di strutture pensate per assorbire progressivamente l’energia dell’impatto, deformandosi e contribuendo a proteggere gli spazi destinati ai passeggeri.

Questo sistema aiuta a spiegare perché, in determinate dinamiche di collisione, le carrozze centrali possano rimanere strutturalmente più integre.

Un altro elemento riguarda i sedili. A differenza delle automobili e degli aerei, sui treni generalmente non vengono utilizzate cinture di sicurezza per i passeggeri, salvo alcune eccezioni. La protezione viene affidata anche alla distanza tra le file e alla capacità dei sedili anteriori di assorbire parte dell’urto, attraverso il cosiddetto effetto “guscio”.

Esistono comunque soluzioni tecnologiche che potrebbero migliorare ulteriormente la sicurezza, come sedili girevoli, cinture a due o tre punti e corrimano. Una simulazione pubblicata nel 2019 sulla rivista Safety Science ha inoltre evidenziato che, in uno scenario d’impatto a 48 chilometri orari, una postura accovacciata con le mani dietro la testa può ridurre le lesioni alla testa fino all’88%.

Tamponamenti, deragliamenti e ribaltamenti: non esiste un posto sicuro al 100%

Individuare il posto migliore dove sedersi non significa poter eliminare completamente i rischi. La dinamica dell’incidente è infatti determinante e una posizione che può offrire maggiore protezione in una collisione potrebbe non essere altrettanto efficace in un deragliamento.

“Dimmi che tipo di incidente sta per verificarsi e ti dirò dove è meglio stare”, avverte sul New York Times John Goglia, ex membro del National Transportation Safety Board americano.

Nel caso di un tamponamento, come quello avvenuto in Spagna, le carrozze anteriori del treno colpito potrebbero risultare più protette perché maggiormente distanti dal punto dell’impatto. In caso di deragliamento o ribaltamento, invece, qualsiasi posizione può essere esposta a conseguenze gravi.

A fare la differenza sono soprattutto la velocità dello scontro, la massa dei mezzi coinvolti, la presenza di zone di collasso controllato e la resistenza strutturale delle carrozze.

In definitiva, se si vuole individuare una posizione potenzialmente più protetta, le indicazioni degli esperti suggeriscono di scegliere una carrozza centrale, un sedile rivolto all’indietro e un posto vicino al corridoio. Non esiste, tuttavia, una garanzia assoluta: la sicurezza dipende da numerose variabili e, in determinate circostanze, anche dalla fortuna.

Published by
Filippo Limoncelli