Trump: "Oggi o domani riapriamo Hormuz". Iran smentisce: " È inaffidabile, lo ha già detto 75 volte". L'ombra della scarsità dei missili Usa a lungo raggio (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
“Sono stati fatti molti progressi” e un accordo “è possibile domani o dopodomani”, vale a dire oggi mercoledì o giovedì. A dirl0 è stato Donald Trump nella serata di ieri poco prima di imbarcarsi sull’Air Force One. “Mi hanno chiamato e hanno detto: ‘Per favore, parliamone’. Vogliono parlare. La cosa buffa è che non l’avevano mai detto; dicono sempre: ‘Non trattiamo’. Ma poi chiamano, vogliono parlare, stiamo parlando”, ha aggiunto.
Teheran smentisce però questa versione e parla di un presidente Usa inaffidabile che “ha già detto 75 volte che Hormuz era aperto”. Un membro della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del Parlamento iraniano ha dichiarato che “l’approccio del presidente statunitense Donald Trump ai colloqui con l’Iran è contraddittorio e inaffidabile”. “Trump ha affermato per 75 volte che lo Stretto di Hormuz era aperto, mentre in realtà non lo era”, ha sottolineato Esmaeil Kosari, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato, aggiungendo: “ha anche parlato per 106 volte della sconfitta dell’Iran e per 88 volte di un imminente accordo tra il suo Paese e l’Iran”.
L’Iran, più che con gli americani starebbe trattando con l’Oman sulla riapertura di Hormuz e per raggiungere un’intesa sulle future modalità di navigazione nello Stretto di Hormuz . Questa intesa non porterebbe però alla riapertura immediata di questa strategica via navigabile, secondo quanto riportato dall’emittente statale iraniana Irib che cita una fonte informata. Al-Jazeera spiega che i negoziati sulle future modalità di navigazione si stanno svolgendo esclusivamente tra Teheran e Muscat e “non hanno nulla a che fare con gli Stati Uniti”. “Un possibile accordo tra Iran e Oman sulle modalità di transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz non ha nulla a che vedere con l’immediata riapertura dello stretto”, ha aggiunto la fonte.
Anche se Iran e Oman dovessero raggiungere un accordo, lo stretto rimarrebbe chiuso finché persisteranno quelle che Teheran definisce “violazioni da parte degli Stati Uniti”, secondo quanto riportato. “La riapertura dello Stretto di Hormuz dipende da un cambiamento nel comportamento degli Stati Uniti e dalla correzione delle loro violazioni”, ha affermato la fonte.
Secondo la Reuters, uno dei motivi per cui gli Usa parlano di trattative con l’Iran sarebbe legato alla scarsità dei missili di precisione a lungo raggio a disposizione. Dopo cinque mesi di conflitto con l’Iran, l’esercito americano avrebbe consumato gran parte delle scorte di missili di precisione. La Reuters parla di riserve ridotte al minimo e di preoccupazioni sulla capacità Usa di deterrenza verso Russia e Cina. Scarsità che va a sua volta a penalizzare l’Ucraina che non può disporre di questo aiuto nella sua guerra contro la Russia. La Casa Bianca però smentisce questa ricostruzione: “Abbiamo più munizioni di chiunque al mondo”.