Tumore al cranio rimosso con una protesi 3D: intervento eccezionale salva una donna di 73 anni a Torino (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Un delicato e innovativo intervento chirurgico eseguito all’ospedale Cto di Torino ha permesso di salvare la vita a una donna di 73 anni colpita da una rara forma di tumore maligno del cuoio capelluto. La neoplasia, particolarmente aggressiva, nel corso degli anni aveva progressivamente invaso i tessuti profondi fino a raggiungere l’osso cranico, creando una situazione clinica estremamente complessa.
La paziente era già stata sottoposta in passato a un primo intervento dermatologico per rimuovere una lesione presente sul cuoio capelluto. Tuttavia, con il passare del tempo, il problema si era ripresentato più volte rendendo necessari ulteriori controlli e trattamenti specialistici. Gli ultimi accertamenti diagnostici hanno evidenziato una grave evoluzione della malattia: il tumore aveva ormai infiltrato la cute, i tessuti sottocutanei, i muscoli e parte della struttura ossea del cranio.
Secondo i medici, la massa tumorale aveva già eroso una porzione della teca cranica sinistra, arrivando vicino a importanti strutture venose cerebrali e coinvolgendo anche parte del lato destro del cranio. Una condizione molto delicata che ha richiesto un intervento rapido e altamente specializzato.
Per affrontare il caso è stata coinvolta un’équipe multidisciplinare composta da neurochirurghi, chirurghi plastici e anestesisti della Città della Salute e della Scienza di Torino. I medici hanno eseguito una vasta apertura cranica di circa 15 per 12 centimetri per rimuovere completamente i tessuti e le aree ossee compromesse dal tumore.
Durante l’operazione è stata asportata anche una porzione della dura madre, la membrana che protegge il cervello, poiché potenzialmente interessata dall’estensione della neoplasia. La fase più innovativa dell’intervento è stata però la ricostruzione del cranio attraverso una protesi sintetica realizzata su misura grazie alla tecnologia 3D.
La protesi è stata progettata utilizzando le immagini TAC e di risonanza magnetica della paziente, consentendo ai chirurghi di ricostruire con precisione la parte ossea rimossa. Per coprire la nuova struttura e favorire la guarigione, i chirurghi plastici hanno utilizzato un lembo arterializzato prelevato dalla zona sopra l’orecchio, integrando inoltre tessuti della coscia della donna per chiudere l’ampia apertura chirurgica.
Dopo il complesso intervento, il decorso post-operatorio della paziente è stato positivo. I medici non hanno riscontrato complicanze neurologiche né infezioni e i controlli successivi hanno confermato la buona riuscita della ricostruzione cranica e la corretta vitalità dei tessuti impiantati.
La donna è già stata dimessa dall’ospedale e continuerà il suo percorso clinico con monitoraggi specialistici periodici. L’operazione rappresenta un importante esempio delle nuove possibilità offerte dalla chirurgia ricostruttiva avanzata e dalle tecnologie 3D applicate alla medicina, soprattutto nei casi oncologici più complessi e rari.