Tumore alla prostata, nuovo robot all’Ospedale di Chivasso: interventi più precisi e meno invasivi per i pazienti (foto ANSA) - Blitz quotidiano
All’Ospedale di Chivasso è entrato in funzione un nuovo sistema robotico per il trattamento del tumore alla prostata. In un solo giorno sono stati eseguiti tre interventi, segnando un passo importante per la sanità del territorio. La tecnologia utilizza ultrasuoni molto precisi per colpire solo la parte malata, senza danneggiare i tessuti sani. Secondo il direttore generale dell’ASL TO4, Luigi Vercellino, questo investimento punta a rendere l’azienda sanitaria un centro sempre più moderno e all’avanguardia.
Il trattamento si basa su una sonda ecografica guidata da un robot. L’energia viene concentrata solo sulla lesione tumorale, che viene distrutta grazie al calore. Non servono incisioni chirurgiche tradizionali, quindi l’intervento è meno invasivo rispetto alla chirurgia classica. Questo significa anche meno dolore, meno complicazioni e tempi di recupero più veloci per i pazienti. In Italia oltre 1.000 persone sono già state curate con questa tecnica, un dato che conferma l’affidabilità del metodo.
Per i medici si apre una nuova opzione terapeutica. “Non dobbiamo più scegliere solo tra controlli periodici e intervento radicale”, spiega Daniele Griffa, direttore dell’Urologia dell’ASL TO4. “Oggi possiamo intervenire in modo mirato, preservando l’organo”. L’arrivo del robot a Chivasso rappresenta quindi un miglioramento concreto per i pazienti con tumore prostatico localizzato, offrendo cure più personalizzate e una migliore qualità della vita dopo l’intervento.