Una cena a Ostia: Sofia Di Vico era allergica alle proteine del latte, come è finito nel suo piatto? (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Cosa ha mangiato? Perché il dispositivo salva-vita nn ha funzionato? Tante domande sulle cause della morte della giovane cestista di Maddaloni. Il dolore al momento è la certezza.
Quando il feretro è uscito le amiche di sempre, quelle che con lei condividevano la passione per il basket, hanno però iniziato a palleggiare sul sagrato della chiesa dell’Annunziata, dove oggi è stato dato l’ultimo saluto a Sofia Di Vico, morta la scorsa settimana ad Ostia, molto probabilmente per uno shock anafilattico.
Sul fronte dell’inchiesta per chiarire le circostanze che hanno portato alla morte della ragazza, sotto la lente sono finiti il cibo mangiato da Sofia e la cucina in cui è stato preparato la sera di giovedì scorso, mentre cenava con le compagne di squadra nel ristorante del camping di Ostia in cui alloggiava per partecipare a un torneo nella Capitale.
In particolare si vuole accertare se per cucinare le uova strapazzate e i fagiolini che ha mangiato sia stato utilizzato latte o formaggio, oppure se il suo piatto durante la preparazione sia stato in qualche modo contaminato.
La ragazza infatti, era allergica alle proteine del latte e pare che il locale ne fosse al corrente. La Procura, al momento, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Inquietante la circostanza del mancato funzionamento del salva vita: il padre ha usato l’iniettore per somministrarle l’adrenalina, ma niente sarebbe successo.