(Foto Ansa)
Una condanna di dieci anni di carcere ha riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza alimentare in Iraq. Un macellaio è stato infatti riconosciuto colpevole da un tribunale di Najaf per aver venduto carne di maiale spacciandola per manzo, ingannando numerosi clienti.
L’uomo era stato arrestato nelle scorse settimane con 75 chilogrammi di carne di maiale. Il Consiglio giudiziario supremo iracheno ha riferito che il Tribunale penale di Najaf lo ha condannato a dieci anni di reclusione per la vendita di carne “non idonea al consumo umano”.
La vicenda presenta anche un particolare risvolto giuridico. Sebbene il consumo di carne di maiale sia vietato dall’Islam, la legislazione irachena non proibisce esplicitamente la vendita di questo tipo di carne. I giudici hanno quindi applicato una legge del 1998 che punisce la commercializzazione di carne proveniente da “cani, asini o altri animali… non idonea al consumo umano”.
Najaf è una delle città più sacre per gli sciiti e ospita il mausoleo dell’Imam Ali, genero del profeta Maometto e figura centrale dell’Islam sciita.
La notizia ha suscitato reazioni sui social. Ahmad al-Mansouri, residente in città, ha raccontato all’AFP: “Credo di aver mangiato più carne di maiale che di manzo o di agnello negli ultimi anni”. Dopo aver acquistato carne macinata giudicata “di ottima qualità” e più economica del normale, aveva continuato a rivolgersi allo stesso macellaio. “Siamo rimasti sorpresi quando è stato arrestato con l’accusa di vendita di carne di maiale”, ha aggiunto.