West Nile, record di casi in Europa. L'Italia la più colpita: 770 contagi confermati con 61 decessi (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
In questo 2026 l’Europa sta vivendo la stagione più intensa di sempre per quanto riguarda il virus West Nile (WNV). Secondo i dati aggiornati al 7 ottobre, i Paesi dell’Ue hanno segnalato 1.715 casi di infezione da WNV contratti localmente nell’uomo: si tratta del numero più alto mai registrato. L’Italia risulta essere il Paese più colpito: dall’inizio della sorveglianza estiva sono stati registrati 770 casi confermati di infezione, rispetto ai 754 riportati nel bollettino precedente. Di questi, 411 si sono manifestati nella forma neuroinvasiva, 257 come febbre e cinque con altri sintomi.
In Italia, tra i casi confermati, sono stati notificati 61 decessi. Salgono inoltre a 88 le province, appartenenti a 20 Regioni, nelle quali è stata dimostrata la circolazione del virus. È quanto emerge dall’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di sanità (ISS), che ricorda come molte infezioni siano del tutto asintomatiche e vengano individuate attraverso gli screening effettuati in occasione delle donazioni di sangue.
L’ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ha sottolineato: “Anche la Grecia e la Francia hanno registrato il numero più alto di casi umani di infezione da WNV mai rilevato. Sebbene con la fine dell’estate le condizioni ambientali diventino meno favorevoli alla trasmissione del virus, la circolazione potrebbe proseguire, seppur a livelli inferiori, nelle settimane a venire; non si esclude, dunque, il verificarsi di ulteriori casi”.
“Nonostante il numero record di casi segnalati – precisa l’agenzia Ue – al momento non vi sono indicazioni di una maggiore gravità dell’infezione da virus West Nile quest’anno. La percentuale di casi che hanno richiesto il ricovero ospedaliero, che hanno sviluppato sintomi neurologici o che sono deceduti rimane al di sotto dei livelli osservati nell’ultimo decennio. Dall’inizio della stagione, si contano 130 decessi”.
L’ECDC ha però segnalato che la circolazione di West Nile si sta allargando: “Il virus si sta espandendo in nuove zone d’Europa. I recenti rilevamenti in uomini e animali in Belgio e nei Paesi Bassi dimostrano che sta circolando più a nord; una tendenza che, secondo le previsioni, continuerà nei prossimi anni. I Paesi Bassi hanno segnalato 59 casi umani dall’inizio dell’anno, mentre il Belgio ne ha riportati 15: si tratta dei primi casi di infezione da WNV contratti localmente nel Paese. Ciò sottolinea la necessità di una sorveglianza basata sull’approccio One Health e di un adeguato livello di preparazione da parte dei Paesi dell’intera Unione europea”.