Cronaca

Zio Adolf in arte il Fuhrer: nuove carte smontano l’alibi di Hitler per il presunto suicidio della nipote

Alcuni documenti, rinvenuti in un archivio di Monaco dal ricercatore Harald Sandner, mettono in dubbio il luogo in cui si trovava Adolf Hitler al momento della morte sospetta della nipote nel suo appartamento nel 1931.

Il suicidio di Geli Raubal nel 1931

Lo riporta il settimanale Der Spiegel. Già all’epoca, la stampa e gli avversari politici del Partito Nazionalsocialista avevano messo in dubbio la tesi del suicidio con arma da fuoco di Geli Raubal, che viveva da diversi anni a Monaco di Baviera presso lo zio, Adolf Hitler, sospettato di essere coinvolto nella sua morte.

Zio Adolf in arte il Fuhrer: nuove carte smontano l’alibi di Hitler per il presunto suicidio della nipote (foto Ansa-Blitzquotidiano)

Sandner, noto per le sue opere storiche sul dittatore tedesco, ha rinvenuto negli archivi nazionali e comunali di Monaco due annunci funebri e una registrazione di morte presso l’anagrafe che mettono in discussione la versione ufficiale dell’epoca.

L’alibi di Hitler

Hitler sosteneva di aver già lasciato Monaco nel pomeriggio del 18 settembre 1931, alla vigilia del ritrovamento – avvenuto in mattinata – del corpo della nipote, disteso sul pavimento della sua camera, da parte dell’amministratore del palazzo e domestico del capo nazista.

Tuttavia, i tre documenti fissano il ritrovamento del corpo alle ore 10:15 del 18 settembre, quando suo zio era ancora in città secondo Sandner.

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Amedeo Vinciguerra