Economia

730, quando il rimborso può essere bloccato: ecco chi rischia i controlli del Fisco

La presentazione del modello 730/2026 rappresenta per milioni di lavoratori dipendenti e pensionati un appuntamento importante con il Fisco. La dichiarazione riguarda i redditi percepiti nel 2025 e, in molti casi, permette di recuperare somme attraverso detrazioni e deduzioni fiscali.

Il rimborso, però, non è sempre immediato. L’Agenzia delle Entrate può infatti sottoporre alcune dichiarazioni a controlli preventivi, introdotti per individuare eventuali anomalie e contrastare richieste di rimborsi non spettanti.

Quando una dichiarazione viene selezionata sulla base di determinati indici di rischio, il rimborso viene sospeso fino alla conclusione delle verifiche. Il contribuente viene generalmente informato del controllo e può essere chiamato a fornire la documentazione necessaria per dimostrare la correttezza dei dati inseriti.

Le anomalie che possono far scattare il blocco

Non è necessario aver commesso un errore evidente per finire sotto controllo. L’Agenzia delle Entrate può intervenire quando nel modello 730 emergono elementi di incoerenza rispetto ai criteri stabiliti oppure quando il rimborso supera i 4.000 euro.

Tra gli elementi che possono attirare l’attenzione del Fisco ci sono, per esempio, importanti differenze negli importi dichiarati rispetto alle Certificazioni Uniche e alle dichiarazioni degli anni precedenti.

Un altro possibile campanello d’allarme riguarda le spese sanitarie. Se gli importi indicati risultano molto superiori rispetto a quelli comunicati dal Servizio sanitario nazionale e dal Sistema Tessera Sanitaria, la dichiarazione può essere sottoposta a verifica.

Possono inoltre incidere eventuali situazioni considerate a rischio già emerse nelle dichiarazioni presentate negli anni precedenti.

Il controllo può scattare indipendentemente dalla modalità di presentazione del 730: il contribuente può aver trasmesso la dichiarazione autonomamente oppure essersi rivolto a un Caf.

Chi rischia meno il controllo preventivo

Per chi ha un sostituto d’imposta, il rimborso viene normalmente riconosciuto a partire dal mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione, salvo eventuali verifiche. I tempi possono invece essere più lunghi quando viene presentato un 730 senza sostituto d’imposta.

Esiste però una situazione che riduce il rischio di controllo preventivo. Chi accetta il 730 precompilato predisposto dall’Agenzia delle Entrate senza apportare modifiche sostanziali non viene sottoposto a questa particolare forma di verifica.

La ragione è legata al fatto che il contribuente conferma i dati già presenti nella dichiarazione elaborata dall’amministrazione finanziaria. Questo, tuttavia, non significa essere completamente esenti da eventuali controlli: anche chi accetta il precompilato può infatti essere sottoposto successivamente a verifiche sulle imposte dovute.

Per il 730/2026, quindi, la presenza di dati anomali, scostamenti rilevanti rispetto agli anni precedenti o un rimborso superiore a 4.000 euro può comportare il congelamento temporaneo delle somme spettanti.

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Filippo Limoncelli