Economia

Addio Quota 41: riforma pensioni verso Quota 43, flop per la promessa della Lega e anticipata per i precoci

Da anni il Centrodestra, e in particolare la Lega, spinge per la riforma delle pensioni, promuovendo iniziative come Quota 100 e l’obiettivo di Quota 41 per tutti. L’idea era permettere il pensionamento anticipato al raggiungimento di 41 anni di contributi, riducendo quindi i requisiti per andare in pensione anticipata.

Nonostante i progetti di legge depositati e le promesse fatte durante i governi Conte, la misura universale non è mai stata realizzata. Oggi la Quota 41 esiste solo per i cosiddetti lavoratori precoci, ossia chi ha iniziato a lavorare entro i 19 anni di età e ha maturato almeno 12 mesi di contributi. Per gli altri, la misura resta fuori portata e presto subirà ulteriori adeguamenti con l’aumento dell’aspettativa di vita.

Addio a Quota 41, arriva Quota 43

Quota 41 per i precoci subirà incrementi nei prossimi anni: nel 2027 servirà un mese in più di contributi, nel 2028 altri due. Di fatto, la pensione anticipata si avvicinerà a Quota 43, mentre le donne dovranno raggiungere Quota 42.

Parallelamente, l’ipotesi di estendere Quota 41 a tutti i lavoratori è fallita. Il governo ha introdotto piani alternativi come Quota 103, che consente il pensionamento anticipato solo a chi ha compiuto 62 anni con ricalcolo contributivo dell’assegno. La legge Fornero resta quindi pienamente in vigore, con tutti gli adeguamenti previsti per le speranze di vita.

Le eccezioni e il bilancio della riforma

Restano esclusi dall’adeguamento i lavoratori impiegati in mansioni gravose o usuranti secondo criteri specifici, mantenendo il diritto alla pensione anticipata attuale.

Tuttavia, per la maggior parte dei lavoratori, la riforma delle pensioni si traduce in un bilancio negativo rispetto alle promesse iniziali di flessibilità. Nonostante la legge di Bilancio ancora disponibile, eventi internazionali come la guerra in Iran potrebbero compromettere ulteriormente qualsiasi intervento futuro sulla materia.

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Filippo Limoncelli