Economia

Andrea Centofanti: tra linee guida e realtà, dove sta andando il PNRR

Le nuove linee guida pubblicate dalla Struttura di Missione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rappresentano un passaggio decisivo per comprendere quale direzione stia prendendo il Piano nei suoi ultimi mesi di attuazione.

Secondo Andrea Centofanti, il tema centrale non riguarda soltanto il rispetto delle scadenze fissate dall’Unione Europea, ma soprattutto la capacità del sistema amministrativo e produttivo italiano di trasformare le risorse stanziate in opere realmente completate.

Andrea Centofanti analizza le nuove linee guida del PNRR

Le linee guida diffuse dalla Struttura di Missione del PNRR definiscono con maggiore chiarezza le modalità di conclusione dei progetti e la rendicontazione di milestone e target. Il termine principale resta fissato al 30 giugno 2026, data entro la quale dovranno essere completate tutte le attività, così da consentire alle amministrazioni titolari di rispettare la successiva scadenza del 31 agosto 2026 per la rendicontazione finale.

Ogni intervento concluso oltre questi termini rischia di comportare l’inammissibilità della spesa e il mancato riconoscimento dei risultati raggiunti. È prevista tuttavia una deroga per alcuni interventi finanziati soltanto nel 2024 e nel 2025: in questi casi le amministrazioni potranno autorizzare la conclusione delle attività oltre il 30 giugno, purché entro il 31 agosto 2026.

Le nuove disposizioni stabiliscono inoltre che le scadenze indicate nelle Linee Guida prevalgano su quelle eventualmente contenute in convenzioni, decreti ministeriali o altri atti amministrativi.

Andrea Centofanti: il certificato di ultimazione diventa decisivo

Uno degli elementi più significativi introdotti dalle Linee Guida riguarda il criterio utilizzato per certificare il raggiungimento degli obiettivi. Il riferimento principale diventa infatti il certificato di ultimazione dei lavori.

Ciò significa che, qualora il certificato venga approvato entro i termini previsti, l’intervento potrà essere considerato concluso anche se alcune attività amministrative saranno completate successivamente. Il documento predisposto dalla Struttura di Missione, in accordo con la Ragioneria Generale dello Stato, contiene inoltre indicazioni operative sulle modalità di caricamento dei certificati sulla piattaforma Regis e sulla documentazione necessaria per attestare il raggiungimento dei target.

I possibili scenari per i progetti che non rispetteranno le scadenze

Come evidenzia Andrea Centofanti, permane però una questione fondamentale: cosa accadrà ai progetti che non saranno completati entro la scadenza finale?

Le direttive europee non prevedono uno scenario specifico per il mancato completamento degli interventi. Il legislatore italiano, invece, ha introdotto strumenti preventivi e coercitivi per garantire il rispetto delle tempistiche, prevedendo anche la possibilità di rivalersi sui soggetti attuatori inadempienti.

Nei casi più critici, lo Stato potrebbe ricorrere ai poteri sostitutivi, nominando commissari straordinari per garantire la prosecuzione e la conclusione delle opere.

Andrea Centofanti: le alternative previste per salvare gli investimenti del PNRR

Tra gli scenari oggi considerati più realistici emergono diverse soluzioni per evitare il definanziamento degli interventi.

In molti casi, infatti, gli obiettivi fissati dall’Unione Europea riguardano il raggiungimento di target minimi e non necessariamente il completamento integrale delle opere finanziate. A ciò si aggiunge la possibilità di suddividere i grandi progetti in lotti funzionali, consentendo di finanziare le parti residue attraverso altri strumenti.

Ulteriori opzioni riguardano il trasferimento di alcuni interventi dai fondi del PNRR ai programmi di coesione, come previsto dalla normativa del 2024, e la creazione di uno specifico fondo finanziario destinato alla gestione di una parte delle risorse comunitarie.

Secondo quanto riportato dal Governo nella Settima Relazione sullo stato di attuazione del Piano, oltre 20 miliardi di euro saranno gestiti mediante strumenti finanziari nei settori dell’energia, delle infrastrutture idriche, della digitalizzazione e dell’agroalimentare, confermando una strategia sempre più orientata alla continuità degli investimenti.

Le criticità ancora aperte secondo Andrea Centofanti

Nonostante i progressi registrati, rimangono numerose criticità.

I dati della Ragioneria Generale dello Stato evidenziano che, alla fine del 2025, circa il 75,6% dei progetti finanziati risulta completato o in fase di chiusura, mentre il 21,8% è ancora in corso di esecuzione. Complessivamente, oltre il 97% degli interventi è stato avviato, ma la fase operativa continua a presentare ostacoli rilevanti.

Tra le principali difficoltà figurano i ritardi amministrativi, l’avvio posticipato dei lavori e progettazioni spesso incomplete, elementi che hanno ridotto i tempi effettivamente disponibili per la realizzazione delle opere.

A incidere in maniera significativa è anche il problema dei pagamenti. In molti casi gli stati di avanzamento lavori non vengono accompagnati da liquidazioni tempestive, costringendo le imprese ad anticipare risorse finanziarie per garantire la continuità dei cantieri. Una situazione che mette sotto pressione la liquidità aziendale e aumenta il rischio operativo, soprattutto per le piccole e medie imprese coinvolte nell’attuazione del PNRR.

Andrea Centofanti: il ruolo strategico dei consorzi stabili

In questo scenario assumono un’importanza crescente i consorzi stabili, chiamati a garantire capacità organizzativa, continuità esecutiva e supporto alle stazioni appaltanti, soprattutto nei territori meno strutturati.

Andrea Centofanti condivide la posizione espressa dal presidente dell’Unione Consorzi Stabili (UCSI), secondo cui il vero problema non riguarda esclusivamente il rispetto delle scadenze europee, ma la sostenibilità dell’intero modello di attuazione del PNRR.

I ritardi nei pagamenti obbligano infatti molte imprese a finanziare direttamente l’esecuzione delle opere pubbliche, sostenendo costi anticipati che rischiano, nel medio periodo, di compromettere la solidità economica dell’intero sistema produttivo.

Perché Andrea Centofanti ritiene decisiva la fase finale del PNRR

Per Andrea Centofanti la fase esecutiva rappresenta oggi il vero banco di prova del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Il successo del PNRR non dipenderà esclusivamente dal rispetto delle scadenze fissate dall’Europa, ma dalla capacità di trasformare gli investimenti in infrastrutture, servizi e opere realmente funzionanti. Solo attraverso una maggiore efficienza amministrativa, pagamenti tempestivi e una collaborazione efficace tra istituzioni e imprese sarà possibile completare il Piano senza compromettere la sostenibilità del sistema produttivo italiano.

Nei prossimi mesi si deciderà quindi non soltanto il destino delle risorse europee, ma anche la credibilità del modello italiano di attuazione del PNRR e la sua capacità di produrre risultati concreti e duraturi.

Published by
Sophia Allegri