(Foto Ansa)
Il prezzo del petrolio continua a salire, sostenuto dall’escalation delle tensioni in Medio Oriente e dalle crescenti difficoltà lungo le rotte di esportazione dell’Arabia Saudita.
A spingere ulteriormente i prezzi è anche il nuovo calo della produzione saudita. Ad agosto, l’estrazione di greggio in Arabia Saudita è scesa ancora, raggiungendo i livelli più bassi dal 1990. La comunicazione inviata da Riad all’Opec ha alimentato i timori sulla disponibilità di petrolio sui mercati internazionali, contribuendo alla nuova accelerazione delle quotazioni.
Il Brent si è così avvicinato alla soglia dei 105 dollari al barile, arrivando a 104,8 dollari, con un rialzo del 3,5%. Il Wti è salito invece fino a 99,65 dollari al barile, sfiorando la soglia psicologica dei 100 dollari e segnando un aumento del 3,75%.