Banche costrette a restituire soldi ai clienti: maxi risarcimenti per commissioni, interessi e investimenti sbagliati (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Sempre più spesso tribunali e organismi di vigilanza stanno obbligando le banche a restituire denaro ai clienti per commissioni applicate illegittimamente, interessi non dovuti o prodotti finanziari venduti senza adeguate valutazioni. Una tendenza che riguarda sia l’Italia sia altri Paesi europei e che negli ultimi anni ha portato a risarcimenti milionari.
Tra i casi più recenti spicca quello deciso dal Tribunale di Napoli, che ha imposto a una banca di rimborsare quasi 200 mila euro a un correntista. Ma situazioni simili stanno emergendo anche in Portogallo e in diverse città italiane, con sentenze che rafforzano la tutela dei consumatori contro pratiche considerate scorrette.
La vicenda decisa dal Tribunale di Napoli riguarda un cliente che aveva sospettato che il proprio conto corrente fosse stato “gonfiato da spese non dovute”. Dopo l’analisi del contratto, il giudice ha individuato diverse irregolarità considerate gravi. La banca è stata così condannata a restituire 196.453,37 euro, oltre agli interessi maturati e alle spese legali sostenute dal correntista. Un caso che conferma come commissioni, costi nascosti e interessi possano essere contestati davanti ai tribunali quando non rispettano le regole previste dalla normativa bancaria.
Negli ultimi anni anche l’Arbitro Bancario Finanziario ha dato spesso ragione ai consumatori, soprattutto nei casi di estinzione anticipata dei prestiti e di restituzione delle commissioni iniziali.
Il fenomeno non riguarda soltanto l’Italia. In Portogallo, secondo il rapporto pubblicato da Banco de Portugal, nel 2025 le banche sono state costrette a restituire ai clienti 8,9 milioni di euro. La quota più alta dei rimborsi, pari a 8,24 milioni, riguarda commissioni applicate in modo scorretto. Altri 670 mila euro sono stati invece restituiti per interessi ritenuti non legittimi. Tra le irregolarità contestate figurano “Commissioni e listini applicati in modo scorretto”, “Valutazione inadeguata dei prodotti finanziari”, “Interessi di mora” e altri oneri bancari ritenuti indebiti.
Il dato del 2025, secondo gli analisti, mostra un aumento reale dei rimborsi rispetto all’anno precedente, depurato però da un maxi risarcimento straordinario registrato nel 2024.
In Italia uno dei principi più importanti a tutela dei consumatori deriva dalla sentenza “Lexitor” della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 2019. La decisione ha stabilito che, in caso di estinzione anticipata di un finanziamento, il cliente ha diritto alla restituzione proporzionale di tutti i costi sostenuti, comprese le commissioni iniziali.
Questo orientamento è stato recepito anche dalla Corte di Cassazione e dall’Arbitro Bancario Finanziario. Nel 2025, ad esempio, l’ABF di Palermo ha riconosciuto a un cliente oltre 1.100 euro di rimborso dopo la chiusura anticipata di un prestito con cessione del quinto.
Tra i casi più noti resta inoltre quello di Banco BPM, condannata dal Tribunale di Verona a restituire circa 37 mila euro a un cliente. Secondo quanto riportato da Adusbef, “il Tribunale ha riconosciuto che la banca aveva violato i propri obblighi informativi e protettivi nei confronti della clientela, promuovendo diamanti presentati come ’bene rifugio’ senza rivelare i reali rischi dell’operazione ”.