Economia

Benzina alle stelle, le opposizioni chiedono una tassa sugli extraprofitti. Codacons: “Il governo passi dalle parole ai fatti”

Il caro carburanti riaccende lo scontro politico sugli extraprofitti delle società energetiche. Da una parte Forza Italia, che considera la tassazione dei guadagni straordinari una risposta semplicistica e inefficace; dall’altra Codacons, opposizioni e associazioni che chiedono al governo di intervenire sui margini dei grandi operatori. Nel dibattito entra anche la Commissione europea, che chiarisce come la tassazione degli extraprofitti sia una materia di competenza degli Stati membri.

A replicare alle parole di Luca Squeri, responsabile Energia di Forza Italia, è il Codacons. “Gli extraprofitti sono un fatto concreto, certificato dai bilanci e dai mercati, eppure nessun governo ha mai avuto il coraggio di toccarli davvero. Neanche quello di Giorgia Meloni, che tra accise, tasse sugli extraprofitti e promesse di riduzione dei costi dell’energia ha inanellato una lunga serie di promesse da marinai nei confronti dei cittadini”, sostiene l’associazione in una nota. “Forse Squeri non si è accorto – ha proseguito l’associazione – che negli ultimi anni le grandi aziende dell’energia e dei carburanti, e non solo, hanno visto crescere sensibilmente i propri profitti in concomitanza con crisi ed eventi eccezionali. Tutto questo mentre famiglie e piccole imprese si ritrovano in ginocchio a causa dei carburanti alle stelle e di bollette di luce e gas sempre più insostenibili. Se eventuali speculazioni o comportamenti anticoncorrenziali devono essere individuati e contrastati dalle autorità competenti, allora si passi dalle parole ai fatti. Il Codacons chiede al governo di intensificare i controlli sull’intera filiera dei carburanti e sulla formazione dei prezzi, verificando margini, ricavi e profitti realizzati nelle diverse fasi che portano il carburante fino alla pompa. Gli italiani hanno diritto di sapere quanto degli aumenti registrati alla pompa sia realmente riconducibile alle quotazioni internazionali, ai costi di raffinazione e alla logistica, e quanto invece finisca nei margini degli operatori”.

La replica di Forza Italia Squeri aveva respinto l’ipotesi di una nuova tassa sugli extraprofitti. “Di fronte al caro carburanti, invocare ancora una volta una tassa sugli extraprofitti è un facile slogan che non interviene sulle cause del problema. I prezzi non si decidono alla pompa: dipendono dalle quotazioni internazionali, dalla disponibilità di greggio e prodotti raffinati, dai costi di raffinazione e logistica e dalle tensioni geopolitiche”.

“Oltretutto il concetto stesso di “extraprofitto” è arbitrario. Esistono i profitti, sui quali le imprese pagano le tasse, mentre altra cosa sono eventuali speculazioni o comportamenti anticoncorrenziali, che devono essere individuati e contrastati dalle autorità competenti. Se vogliamo tutelare davvero famiglie e imprese dobbiamo aumentare la sicurezza degli approvvigionamenti, diversificare le fonti e favorire gli investimenti nella produzione, nelle infrastrutture e nella raffinazione. Tassare chi investe proprio mentre abbiamo bisogno di più investimenti è una contraddizione”, ha aggiunto.

“La risposta al caro energia non è cercare un colpevole da indicare all’opinione pubblica, ma ridurre strutturalmente la dipendenza energetica dell’Italia. Meno demagogia sugli extraprofitti, più investimenti, concorrenza e autonomia energetica”, ha concluso Squeri.

Opposizioni all’attacco

Le opposizioni: tassare i profitti straordinari A sostenere la necessità di intervenire è invece Angelo Bonelli, parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde.

“In quattro anni il governo Meloni ha speso 38 miliardi di euro per contenere il costo dell’energia, sottraendo risorse alla sanità pubblica, alla scuola e al trasporto pubblico. Con quale risultato? Oggi l’energia in Italia continua a essere tra le più care d’Europa, mentre le società energetiche hanno realizzato oltre 80 miliardi di euro di profitti. La proposta di Alleanza Verdi e Sinistra è semplice e chiara: tassare gli extraprofitti delle società energetiche è un atto di giustizia sociale, indispensabile per ridurre le bollette di famiglie e imprese e accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili”.

All’attacco anche il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

“Quindi, ricapitoliamo. Il governo che ha promesso ai cittadini di tagliare le accise si ritrova da mesi con i prezzi di benzina alle stelle e con il gasolio che oggi supera il record storico del 2022. E continua a fare spallucce, come nei mesi scorsi, lasciando che siano gli italiani a pagare il prezzo della crisi. Anzi, peggio: decide di prorogare di 24 ore lo sconto irrisorio deciso ad inizio agosto, che non aveva comunque portato il prezzo del carburante sotto i 2 euro. Dunque, oltre al danno la beffa: questa proroga è uno schiaffo in faccia a tutte quelle famiglie che hanno tirato la cinghia per godersi qualche giorno di meritato riposo e che adesso si ritrovano incolonnati per rientrare nelle proprie case e ricominciare a lavorare. Le associazioni che tutelano i consumatori – dal Codacons all’Unc – non hanno usato mezzi termini con Meloni e hanno lanciato l’allarme: dal 27 agosto, senza ulteriori interventi, il il prezzo continuerà a salire e si stabilizzerà oltre i 2,3€ al litro. Meloni vuole fare qualcosa oppure è troppo impegnata a organizzare i festeggiamenti per il party di longevità del suo governo?”.

Anche la segretaria del Pd Elly Schlein chiede un intervento immediato: “La stessa persona che prometteva di abolire le accise sui carburanti oggi resta a guardare mentre gli italiani affrontano l’impennata dei prezzi. Giorgia Meloni deve fare una cosa sola: smetterla con le soluzioni tampone come la ridicola proroga di 48 ore sul taglio delle accise. Mettano da parte l’orgoglio e abbiano il coraggio di tassare gli extraprofitti delle grandi società energetiche per tutelare le famiglie e le imprese, accogliendo la nostra proposta. Le famiglie e le imprese italiane non possono continuare a pagare il conto dell’inerzia del governo. Non c’è più tempo da perdere. Agiscano ora”.

La posizione dell’Europa

Sul tema è intervenuta anche la Commissione europea, chiarendo che Bruxelles non impedisce agli Stati di introdurre una tassazione sugli extraprofitti. “La tassazione degli extraprofitti è di competenza degli Stati membri, che possono agire sulla base della legislazione nazionale”, ha affermato una portavoce della Commissione europea.

“Gli Stati membri possono già avvalersi dei propri poteri fiscali nazionali per affrontare i costi in termini di equità sociale e per progettare misure come la tassazione degli extraprofitti, se lo desiderano, come indicato nella comunicazione AccelerateEU del 22 aprile”, ha aggiunto.

La Commissione ha però precisato che eventuali interventi nazionali dovranno rispettare le regole comunitarie: “Rispetto all’ipotesi che gli Stati Ue agiscano sulla base della legislazione nazionale a tassare gli extra profitti, tali misure, naturalmente, devono essere conformi al diritto europeo”.

Published by
Gianluca Pace