(Foto Ansa)
La mobilità degli italiani mostra segnali di apertura verso alternative all’auto, ma nelle scelte quotidiane la macchina continua a dominare, anche quando le distanze da percorrere sono ridotte. È quanto emerge dalle anticipazioni dell’Osservatorio Audimob di Isfort “Tendenze e prospettive della mobilità degli italiani”, presentate durante la prima giornata di Eco – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti.
Nel 2025 oltre il 60% degli spostamenti è stato effettuato in automobile, mentre il trasporto pubblico è rimasto sotto il 10%. Nel Sud la quota dell’auto ha raggiunto il 65% e nei piccoli comuni italiani ha sfiorato il 75%. Particolarmente significativo il dato sui tragitti brevi: il 27,3% degli spostamenti fino a 2 chilometri è stato compiuto in macchina. Oltre l’80% dei viaggi, inoltre, si svolge entro un raggio di 10 chilometri e l’85% dura meno di mezz’ora.
L’Indice di mobilità sostenibile (Ims), calcolato da Isfort sulla base degli spostamenti a piedi, in micromobilità e con il trasporto pubblico, si è attestato al 34%. Un valore “sostanzialmente uguale – si legge nell’analisi – a quello registrato nel 2000”, tanto che “in 25 anni il livello complessivo di sostenibilità della mobilità degli italiani non ha compiuto significativi passi avanti”.
Eppure la disponibilità a cambiare non manca. Il 23,8% degli italiani vorrebbe ridurre l’uso dell’auto, contro il 12,9% che intende aumentarlo. Per il trasporto pubblico il 36,3% punta a utilizzarlo di più, mentre il 38,2% vorrebbe aumentare l’uso della bicicletta.
Il divario è anche generazionale e di genere: il trasporto pubblico raggiunge il 15,4% tra i giovani, contro il 5,2% nelle fasce mature, mentre le donne mostrano una maggiore propensione verso mobilità pedonale, mezzi pubblici e sharing.
Nel 2025 l’Indice di Propensione al cambio modale (Pcm) è negativo per l’auto (-10,8), ma positivo per trasporto pubblico (+13,8) e bicicletta (+25,2). “La propensione al cambio modale ci dice che una parte degli italiani sarebbe disponibile a modificare le proprie abitudini di mobilità – sottolinea il direttore della ricerca di Isfort Carlo Carminucci -. Il desiderio di cambiare non si traduce automaticamente in un cambiamento dei comportamenti. Occorre creare le condizioni perché la disponibilità espressa dai cittadini possa trasformarsi in scelte concrete”.