Bollo auto sospeso nel 2027, da dove arrivano 2,3 mld? 1,7 mld risparmi Pnrr non speso, il resto economie ministeri (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Diteci, vi prego, la verità sull’abolizione del bollo auto. Ci proviamo nell’unico modo possibile, cioè guardando i conti scritti nero su bianco. Cioè verificando come e dove il governo abbia reperito le risorse per finanziare il provvedimento e quindi compensarne il conseguente mancato gettito, circa 2,3 miliardi di euro (gettito che mancherà nei bilanci delle Regioni, cioè dalla sanità pubblica).
Intanto: al momento non si tratta di “abolizione”, ma di sospensione per il 2027. Che poi la presidente del Consiglio prometta di rendere il provvedimento “strutturale” riguarda appunto il libro delle dichiarazioni di intenti, delle aspirazioni, legittime e condivisibili, ma ancora allo stato di ipotesi da percorrere (come la possibiltà ventilata di estendere in futuro la misura alle famiglie numerose che per esigenze pratiche possiedono vetture più grandi).
Da dove arrivano dunque i soldi, per dirla in soldoni, di quali risorse è fatta la copertura del decreto che ha esentato le autovetture di media-piccola cilindrata e le moto dal bollo auto nel 2027?
Arrivano soprattutto da economie accertate sul Pnrr. Si tratta di 1,698 miliardi sul totale complessivo di circa 2,3 miliardi del provvedimento.
In particolare 200 milioni appostato per quest’anno, 1,460 miliardi per il 2027 e 38 per il 2028. Le risorse sono indicate in una tabella allegata al decreto con le voci per i singoli codici misura del Pnrr.
L’articolo 7, contenente le risorse per finanziare il decreto, prevede poi l’utilizzo e la rimodulazione dei fondi in modo molto frazionato di numerosi ministeri.
Si tratta della lunga lista che allinea numerose altre poste, che somma, in modo frastagliato, i fondi accantonati da tutti i diversi ministeri di spesa, dalle Infrastrutture alla Sanità, dalla Difesa all’Agricoltura. Ma il decreto, se rimanesse così, sarebbe solo uno stop temporaneo. La manovra di bilancio, ha assicurato la premier Giorgia Meloni, lo renderà però strutturale.
L’attuale copertura, quella per il 2027, viene in gran parte realizzata appunto con economie del Pnrr che si spalmano sulle diverse misure. Questa copertura, sulla quale l’opposizione solleva anche dubbi di costituzionalità, di certo non esaurisce il compito del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, al quale spetterà il compito di trovare per l’abolizione strutturale le risorse anche per i due anni successivi, a conti fatti circa 5 miliardi.