Economia

Bonus bollette 2026: chi ha diritto ai 115 euro in più e cosa cambia con il nuovo decreto energia

Il governo ha approvato il nuovo decreto bollette 2026, un pacchetto di misure che punta ad alleggerire il costo dell’energia per famiglie e imprese. L’intervento, che secondo l’esecutivo vale complessivamente oltre 5 miliardi di euro, introduce uno sconto aggiuntivo sulle bollette elettriche per i nuclei vulnerabili e prevede strumenti strutturali per ridurre il prezzo dell’energia nel medio periodo.

Il cuore del provvedimento riguarda il nuovo bonus elettricità da 115 euro annui, che si aggiunge al bonus sociale già esistente. Ma non è l’unica novità.

Bonus sociale rafforzato: 115 euro in più nel 2026

Bonus sociale rafforzato: 115 euro in più nel 2026 (blitzquotidiano.it)

Dal 2026 le famiglie che già percepiscono il bonus sociale riceveranno un ulteriore sconto di 115 euro all’anno sulla bolletta elettrica.

Il contributo è destinato ai nuclei con Isee fino a 10.000 euro, soglia che sale a 20.000 euro per le famiglie con almeno quattro figli. Secondo le stime ufficiali, la misura dovrebbe coinvolgere circa 2,6–2,7 milioni di famiglie.

Il nuovo bonus si somma automaticamente al contributo sociale già previsto (che può arrivare a circa 200 euro), portando il totale potenziale a oltre 300 euro annui per i beneficiari.

Non è necessaria una nuova domanda per chi è già titolare del bonus sociale: l’erogazione avverrà secondo le modalità stabilite dall’Arera con i prossimi provvedimenti attuativi.

Sconto volontario per Isee fino a 25mila euro

Il decreto introduce anche un meccanismo che consente alle aziende fornitrici di energia di riconoscere uno sconto volontario di almeno 60 euro l’anno alle famiglie con Isee fino a 25.000 euro che non rientrano nel bonus sociale.

Si tratta di una misura incentivata dal governo, con un sistema di riconoscimento pubblico per le aziende che aderiranno. L’obiettivo è ampliare la platea di beneficiari oltre i nuclei considerati vulnerabili.

In questo caso non si tratta di un bonus automatico statale, ma di una riduzione legata all’iniziativa dei venditori di energia.

Disaccoppiamento tra prezzo dell’elettricità e gas

Una delle misure strutturali più rilevanti riguarda il tentativo di separare il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas.

Attualmente il prezzo dell’elettricità sul mercato all’ingrosso è fortemente influenzato dal costo del gas, anche quando l’energia proviene da fonti rinnovabili che non utilizzano combustibili fossili. Il decreto introduce un meccanismo per limitare questo effetto, con l’obiettivo di ridurre il prezzo finale dell’energia elettrica.

Si tratta di una riforma che potrebbe avere un impatto significativo nel medio periodo, ma che richiederà passaggi tecnici e, in alcuni casi, l’autorizzazione dell’Unione europea.

Aiuti alle imprese: taglio degli oneri e piattaforma pubblica

Il decreto bollette non riguarda solo le famiglie. Sono previste misure importanti per le imprese, in particolare per piccole e medie aziende.

Tra gli interventi principali:

  • riduzione degli oneri generali di sistema che pesano sulle bollette;
  • revisione dei tempi di versamento degli oneri;
  • piattaforma pubblica per acquisti aggregati di energia, che consentirà alle aziende di unirsi per acquistare direttamente dai produttori.

L’obiettivo è ridurre l’esposizione alla volatilità dei mercati e favorire contratti a lungo termine, come i cosiddetti Power Purchase Agreements (Ppa).

Secondo le stime fornite dall’esecutivo, un piccolo esercente potrebbe risparmiare alcune centinaia di euro l’anno, mentre per le imprese energivore i benefici potrebbero essere molto più consistenti.

Riduzione del differenziale sul prezzo del gas

Un’altra misura riguarda il mercato del gas. È prevista l’attivazione di un servizio di liquidità gestito da Snam per ridurre il differenziale tra il prezzo italiano del gas (Psv) e quello europeo (Ttf), differenza che negli ultimi mesi ha inciso sui costi finali.

Sono inoltre previste operazioni di vendita del gas stoccato e meccanismi di “gas release” per sostenere in particolare i clienti industriali.

Aumento dell’Irap per le aziende energetiche

Il decreto introduce anche un aumento del 2% dell’Irap per le aziende che producono e distribuiscono energia. Le risorse ricavate serviranno a finanziare parte degli interventi di riduzione degli oneri in bolletta.

La misura punta a redistribuire parte dei margini del settore energetico a favore di famiglie e imprese.

Cosa cambia davvero per le famiglie nel 2026

Per le famiglie con Isee basso, il beneficio è immediato e quantificabile: fino a 115 euro in più rispetto al bonus già percepito. Per le altre famiglie con Isee fino a 25mila euro, molto dipenderà dall’adesione delle aziende allo sconto volontario.

Sul fronte strutturale, le misure di riforma del mercato elettrico e del gas potrebbero contribuire a contenere i prezzi nel tempo, ma gli effetti concreti dipenderanno dall’andamento dei mercati internazionali e dai tempi di attuazione.

Quando entreranno in vigore le misure

Il decreto è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 20 febbraio 2026. Nei prossimi mesi saranno necessari decreti attuativi e le indicazioni operative dell’Arera per rendere pienamente operative alcune disposizioni. Per il bonus elettrico aggiuntivo, l’applicazione è prevista a partire dal 2026.

Published by
Claudia Montanari