Bonus sociali sempre più difficili da ottenere: perché molte famiglie restano fuori dagli aiuti (blitzquotidiano.it)
Negli ultimi anni il sistema dei bonus sociali in Italia sta mostrando una particolare dinamica. Da una parte molte famiglie continuano a fare i conti con bollette alte e aumento del costo della vita, dall’altra il numero di nuclei che rientrano nelle soglie per ricevere aiuti economici sta diminuendo.
Il fenomeno è legato soprattutto all’andamento dell’Isee, l’indicatore utilizzato per valutare la situazione economica delle famiglie e stabilire l’accesso a molte prestazioni sociali.
Secondo le analisi basate sui dati dell’Osservatorio Isee dell’INPS, negli ultimi quattro anni la composizione delle fasce di reddito dichiarate è cambiata in modo evidente. Il risultato è un restringimento della platea dei potenziali beneficiari di diversi bonus, in particolare quelli legati alle utenze domestiche.
Un elemento che emerge con chiarezza è la crescita progressiva del valore medio dell’Isee.
Tra il 2022 e il 2025 il numero complessivo di famiglie che hanno presentato la dichiarazione è aumentato leggermente, passando da poco più di 10 milioni a circa 10,37 milioni. L’incremento è modesto, ma la distribuzione dei redditi è cambiata.
Molti nuclei familiari si sono spostati verso fasce Isee leggermente più alte rispetto al passato. Questo non significa necessariamente che la loro situazione economica sia migliorata in modo significativo.
In molti casi l’aumento dell’indicatore è legato anche a cambiamenti nel sistema di calcolo o alla presenza di nuove voci reddituali che prima non venivano considerate.
Uno dei dati più significativi riguarda la riduzione delle famiglie con Isee sotto i 10 mila euro, soglia che spesso rappresenta il limite per accedere a diversi bonus sociali.
Nel 2022 questa fascia comprendeva quasi cinque milioni di nuclei familiari. Nel 2025 il numero è sceso a poco meno di quattro milioni.
La diminuzione è pari a circa il 21%. Questo significa che molte famiglie che in passato rientravano nei requisiti per ricevere aiuti oggi risultano appena sopra le soglie previste.
Il problema è che il superamento di queste soglie non coincide necessariamente con un reale miglioramento delle condizioni economiche.
Parallelamente alla riduzione della fascia più bassa, si registra una crescita significativa nelle categorie di reddito intermedie.
Le famiglie con un Isee compreso tra 10 mila e 15 mila euro sono aumentate, così come quelle nelle fasce tra 15 mila e 25 mila euro e tra 25 mila e 40 mila euro.
Anche la fascia più alta dell’indicatore ha registrato un incremento.
Questo cambiamento riflette diversi fattori, tra cui l’aumento dell’occupazione e la crescita delle retribuzioni registrata negli ultimi anni. Tuttavia, questi miglioramenti non sempre compensano l’aumento generale dei prezzi.
Per molte famiglie, infatti, il potere d’acquisto reale rimane limitato, anche se l’Isee risulta formalmente più alto.
L’Isee è determinato dalla combinazione di diversi elementi: reddito, patrimonio mobiliare e immobiliare e composizione del nucleo familiare.
Negli ultimi anni la componente reddituale ha registrato un aumento consistente. Tra il 2023 e il 2025 il valore medio dei redditi dichiarati è cresciuto in modo significativo.
Anche il patrimonio ha contribuito all’aumento dell’indicatore, sebbene con un peso minore.
Secondo le analisi economiche più recenti, l’aumento dei depositi bancari e della liquidità delle famiglie ha contribuito a far salire l’Isee medio.
Tuttavia, questo dato non riflette necessariamente una maggiore disponibilità economica per tutte le famiglie.
Un altro elemento che ha avuto un impatto sul calcolo dell’indicatore è l’inclusione dell’assegno unico per i figli.
Questo contributo, introdotto per sostenere le famiglie con figli, viene oggi considerato nel calcolo dell’Isee.
Nel 2025 l’assegno unico ha garantito in media circa 173 euro al mese per ogni figlio. Su base annuale si tratta di oltre 2 mila euro.
Per alcuni nuclei familiari, soprattutto quelli con più figli, questo importo può contribuire ad aumentare l’indicatore economico fino a superare alcune soglie previste per altri bonus.
In pratica, un aiuto ricevuto può influire sulla possibilità di ottenere altri sostegni.
Per affrontare alcune di queste criticità, la legge di bilancio per il 2026 ha introdotto alcune modifiche nel sistema di calcolo dell’Isee.
Tra le novità principali c’è l’esclusione del valore della prima casa dal calcolo dell’indicatore e una revisione della scala di equivalenza, che tiene conto della composizione familiare in modo più favorevole per chi ha figli.
Queste modifiche riguardano però solo alcune prestazioni specifiche, come l’assegno unico e l’assegno di inclusione.
Molte altre agevolazioni sociali continuano a utilizzare criteri differenti, lasciando invariati i requisiti per accedere ai bonus energetici.
Le nuove dichiarazioni Isee aggiornate sono già disponibili e possono essere presentate tramite i modelli messi a disposizione dall’INPS.
Il tema centrale resta però quello dell’accesso agli aiuti.
Le soglie stabilite per ottenere bonus e agevolazioni non sempre rispecchiano l’effettiva situazione economica delle famiglie italiane.
Questo crea una situazione in cui molte persone non rientrano più nei requisiti per ottenere i sostegni pubblici, pur continuando a vivere una condizione di fragilità economica.
Il risultato è un sistema di welfare sempre più selettivo, che tende a restringere il numero dei beneficiari mentre le difficoltà economiche rimangono diffuse.
Nei prossimi anni il dibattito sulle soglie Isee e sull’accesso ai bonus sociali sarà probabilmente sempre più centrale nelle politiche economiche del Paese.