(Foto Ansa)
La montagna si conferma una delle grandi protagoniste dell’estate 2026. Complice anche il caldo record che sta spingendo molti italiani a cercare temperature più miti, le località alpine e appenniniche registrano una crescita significativa di arrivi, presenze e giro d’affari. È quanto emerge dall’Osservatorio sulla montagna estiva di Jfc.
Secondo lo studio, sono attesi circa 7,8 milioni di arrivi, con un incremento del 14,4% rispetto all’estate precedente, mentre le presenze supereranno quota 79 milioni (+5,8%). Il comparto dovrebbe generare un fatturato complessivo di 6,6 miliardi di euro, in aumento dell’8,2%, nonostante un rincaro medio del 6,3% dei costi necessari per questo tipo di vacanza.
“Per quanto riguarda la vacanza principale in montagna – afferma Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile dell’osservatorio – quest’estate gli italiani spenderanno mediamente 1.113,30 euro a persona e 344,20 euro per uno short break, sempre a persona. Attenzione però: l’aumento degli arrivi e la riduzione della permanenza media peseranno sulla sostenibilità delle destinazioni, che rischiano di dover affrontare situazioni complesse in termini di mobilità, diffusione dei flussi, tutela ambientale e gestione dei servizi“. Tra i fattori che stanno sostenendo la domanda c’è anche il rilevante “effetto fuga dal caldo“.
Le intenzioni di viaggio confermano il trend. Se nella prima settimana di giugno il 14,6% degli italiani indicava la montagna come meta della vacanza principale, all’inizio di luglio la quota è salita al 19,1%, con un incremento di 4,5 punti percentuali. Secondo Feruzzi, questa percentuale potrebbe crescere ulteriormente con il passare delle settimane.
L’estate 2026 mostra segnali positivi anche sul fronte internazionale. Tra gli italiani, però, si registra una riduzione della permanenza media, che passa da 10,9 a 9,2 giorni. I turisti stranieri, invece, si dividono sempre più tra chi prolunga il soggiorno per praticare attività all’aria aperta, come trekking e ciclismo, e chi si ferma soltanto una o due notti nell’ambito di itinerari più ampi. Le prenotazioni risultano inoltre anticipate rispetto agli anni precedenti, allungando di fatto la stagione turistica. I picchi di occupazione sono attesi negli ultimi quindici giorni di agosto e nella terza settimana di settembre, mentre gli eventi sportivi continuano a rappresentare un importante motore di attrazione anche nei periodi di bassa stagione.