Traffico in autostrada (foto ANSA) - Blitz quotidiano
I prezzi di benzina e diesel continueranno a pesare su famiglie e imprese ancora a lungo. A lanciare l’allarme è Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale per l’energia (Iea), che in un’intervista alla rivista tedesca Der Spiegel ha delineato uno scenario estremamente preoccupante per il futuro energetico globale.
Secondo Birol, il mondo si trova davanti a una situazione senza precedenti: “Rimarranno alti e volatili ancora per un po’. Stiamo vivendo la più grande crisi energetica della storia. Le interruzioni nella produzione e nell’approvvigionamento di petrolio, gas naturale e prodotti come i carburanti sono maggiori di quelle registrate in tutte e tre le precedenti crisi energetiche messe insieme”.
Uno dei punti più critici resta lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio energetico globale. “Il destino dell’economia mondiale è attualmente appeso allo Stretto di Hormuz”, spiega Birol, evidenziando la fragilità di un sistema fortemente dipendente da questa rotta marittima.
Anche in caso di tregua, le prospettive non sono rassicuranti: “Ci vorrà molto tempo prima che l’industria petrolifera e del gas raggiunga nuovamente i livelli di produzione prebellici”. Lo scenario potrebbe peggiorare drasticamente se la situazione geopolitica dovesse deteriorarsi. “il cessate il fuoco fallisce e l’Iran blocca lo Stretto di Hormuz, la crisi energetica tornerà immediatamente a livelli critici”.
Le conseguenze potrebbero farsi sentire presto anche nel Vecchio Continente. Birol avverte che “nazioni come il Bangladesh e il Pakistan hanno iniziato a razionare il gas naturale per le industrie ad alta intensità energetica”, ma il rischio riguarda anche l’Europa.
“Se la produzione globale di gasolio e cherosene non si riprenderà presto – osserva -, la situazione potrebbe diventare critica per alcuni paesi europei a maggio“. Un segnale che evidenzia la fragilità delle catene di approvvigionamento e la possibilità concreta di carenze di carburante nel breve periodo.
Di fronte a questo scenario, Birol invita a ripensare le politiche energetiche. Il taglio delle accise, secondo il direttore dell’Iea, “dovrebbe essere al massimo una prima misura di emergenza a breve termine” perché “ne beneficiano anche i redditi più alti e la quantità di chilometri percorsi in auto non diminuisce di molto”.
Tra le soluzioni alternative, suggerisce interventi più mirati: “fornire un sostegno finanziario mirato alle persone a basso reddito, ad esempio tramite un pagamento forfettario indipendente dal consumo energetico”.
Ma c’è anche una proposta più concreta e immediata: “So che è una questione delicata, ma la Germania dovrebbe prendere in considerazione l’introduzione di un limite di velocità sulle autostrade. Le nostre analisi dell’Iea dimostrano che anche una riduzione di soli 10 chilometri orari sulle autostrade può diminuire il consumo nazionale di petrolio fino al 6%”.
Le criticità non riguardano solo automobilisti e industrie. Anche il trasporto aereo potrebbe subire gravi conseguenze. Secondo Aci Europe, infatti, gli aeroporti europei rischiano una carenza “sistemica” di carburante.
L’allarme è contenuto in una lettera in cui si sottolinea che le riserve si stanno rapidamente esaurendo e che “l’impatto delle attività militari sulla domanda” sta aggravando ulteriormente la situazione.
“Se il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz non riprenderà in modo significativo e stabile entro le prossime tre settimane – si legge nella missiva -, la carenza sistemica di carburante per aerei è destinata a diventare una realtà per l’Ue”.