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Il price cap sui carburanti introdotto da Eni resta in vigore, ma con la fine dello sconto fiscale sul gasolio scattato nei mesi scorsi, il prezzo alla pompa torna a salire. L’agevolazione, pari a 6,1 centesimi al litro, è infatti scaduta ieri e il suo mancato rinnovo si riflette sul prezzo del diesel.
Eni ha precisato che il tetto ai prezzi resta operativo, ma non assorbe il ripristino delle accise. Di conseguenza, il prezzo del gasolio della società energetica passa da 2,19 a 2,25 euro al litro, mentre quello della benzina, secondo quanto inizialmente comunicato, resta a 1,99 euro al litro.
Intanto sul possibile ricorso al meccanismo delle accise mobili, annunciato dal governo, il viceministro all’Economia Maurizio Leo ha spiegato: “Ci stiamo ragionando, non c’è una decisione, vediamo, ci stiamo lavorando”. Leo è stato interpellato dai cronisti in Transatlantico a Montecitorio.
A criticare l’evoluzione dei prezzi è il Codacons. “Come previsto dal Codacons, lo stop al taglio delle accise sul gasolio ha portato ai primi rialzi per il gasolio sulla rete stradale, interrompendo l’ondata di ribassi registrata negli ultimi giorni dopo gli sconti avviati da Eni, Ip, Q8 e Tamoil”, denuncia l’associazione, ricordando la scadenza dello sconto fiscale.
“Il prezzo medio del gasolio – prosegue il Codacons – segna una inversione di tendenza salendo oggi sulla rete ordinaria a 2,244 euro al litro dai 2,242 euro di ieri, mentre sulle autostrade il prezzo medio è di 2,267 euro al litro (2,266 euro/litro ieri), ritocchi al rialzo che si registrano nonostante sconti e price cap avviati dai marchi petroliferi e che rappresentano un segnale negativo per gli automobilisti”.
Critiche arrivano anche dall’opposizione. “Con Eni siamo di fronte allo stesso copione: grandi annunci, propaganda del governo e benefici reali per le famiglie che evaporano”, afferma Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. “Ora accade qualcosa di analogo sui carburanti: terminato il taglio di 6 centesimi delle accise deciso dal governo, il gasolio Eni passa da 2,19 a 2,25 euro”.
Sulla stessa linea Chiara Appendino, deputata del Movimento 5 Stelle: “L’inganno è servito: per settimane il governo si è nascosto dietro il tetto temporaneo di Eni, una pura operazione di marketing per far credere ai cittadini che l’emergenza del caro carburanti fosse risolta”.