Economia

Caro affitti, migliaia di docenti rinunciano al posto fisso al Nord

Il caro vita rischia di trasformare l’immissione in ruolo in un’opportunità impossibile da sostenere per migliaia di docenti precari del Sud e del Centro Italia chiamati a trasferirsi al Nord. A denunciarlo sono i sindacati della scuola, che segnalano un numero significativo di rinunce alle assunzioni a tempo indeterminato proprio a causa degli elevati costi di affitti e spostamenti.

La nota del sindacato

Secondo l’Anief, i numeri fotografano una situazione particolarmente critica. In Toscana, su circa 2.000 immissioni in ruolo, sono state registrate 300 rinunce. In Friuli Venezia Giulia sono rimasti scoperti 383 posti sui 1.097 autorizzati, mentre in Liguria, a fronte di 1.407 immissioni previste, i docenti nominati sono stati 562. A questi dati si aggiungono migliaia di cattedre ancora vacanti in Lombardia, soprattutto nella scuola primaria.

Per il sindacato, si tratta di una situazione paradossale, considerando che molti degli insegnanti che rinunciano attendono da anni la stabilizzazione. “Le rinunce ai contratti a tempo indeterminato di queste ore – commenta il presidente di Anief, Marcello Pacifico – dimostrano che è necessario introdurre una specifica indennità per chi lavora fuori sede, come già avviene nel privato. La maggior parte degli insegnanti è pendolare e viene dal Sud”.

Il problema, sottolinea Pacifico, riguarda anche il costo degli alloggi: “Per il caro affitti servono le norme attuative del Piano casa e modifiche per permettano lo sgravio fiscale previsto per chi lavora in montagna, oltre che esenzioni fiscali per le spese dei trasporti. Come sindacato autonomo lo abbiamo chiesto al tavolo con l’Aran per il rinnovo contrattuale”, conclude il presidente Anief.

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Gianluca Pace