Economia

Caro carburanti, addio agli sconti per tutti: il governo prepara bonus mirati per partite Iva e famiglie

Un altro po’ di respiro per gli italiani, almeno fino alla fine dell’estate. Il Consiglio dei ministri ha infatti deciso di prorogare il taglio delle accise sul diesel fino al prossimo 5 settembre. La misura, approvata durante una riunione durata appena 15 minuti, vale altri 130 milioni di euro.

La novità riguarda soprattutto le modalità di finanziamento: le risorse arriveranno da un anticipo di tasse versato dalle società energetiche che nel 2025 hanno registrato ricavi superiori ai 20 miliardi di euro. Ancora una volta, però, non è prevista alcuna riduzione per la benzina, nonostante il prezzo della verde abbia ormai superato stabilmente la soglia dei due euro in molte strade e autostrade.

Il governo mantiene quindi a 17 centesimi il taglio sul diesel, una riduzione che, tuttavia, è stata in larga parte assorbita dagli aumenti registrati ai distributori.

Il governo cambia strategia

La proroga rappresenta l’ultimo intervento generalizzato. L’esecutivo, infatti, prepara una nuova fase caratterizzata da aiuti selettivi destinati alle fasce più deboli e da misure specifiche per autotrasportatori e settore della logistica.

Il problema è che gli interventi adottati finora non sembrano aver prodotto risultati sufficienti. Secondo Confesercenti, il caro carburanti ha comportato un esborso aggiuntivo di circa 1,8 miliardi di euro per gli italiani in vacanza.

A pesare sulle prospettive c’è anche l’incertezza legata alla crisi energetica internazionale, con il timore che i prezzi possano rimanere elevati ancora a lungo. Dopo mesi di tensioni, il governo considera quindi sempre più difficile continuare a finanziare riduzioni generalizzate delle accise.

Il possibile ritorno del buono carburanti

Giorgia Meloni avrebbe affrontato il tema nel vertice con i leader della maggioranza e il ministro dell’Economia alla vigilia del Consiglio dei ministri. L’obiettivo è evitare che le proroghe diventino un meccanismo permanente e sempre più costoso per le casse dello Stato.

Dopo 13 decreti e oltre 2,7 miliardi di euro già stanziati, l’esecutivo studia quindi un piano alternativo per l’autunno. Tra le ipotesi sta prendendo quota un buono carburanti sul modello dell’intervento introdotto dal governo Draghi nel 2022.

L’idea sarebbe quella di destinare il beneficio soprattutto alle famiglie con redditi più bassi, consentendo anche ai datori di lavoro di riconoscerlo come fringe benefit. Il buono potrebbe essere esentasse per il lavoratore e comparire in busta paga come elemento figurativo, con la possibilità per le aziende di acquistare voucher presso rivenditori certificati.

Partite Iva, pensionati e autotrasportatori

Il governo starebbe valutando inoltre una soluzione specifica per i lavoratori autonomi. Il buono potrebbe essere acquistato direttamente e successivamente portato in detrazione fiscale, estendendo così il beneficio anche al mondo delle partite Iva, che nel 2022 era rimasto in parte escluso.

Più complesso appare invece il coinvolgimento dei pensionati. Per gli over 67 potrebbe essere più semplice utilizzare la social card “Dedicata a te”, destinata alle famiglie con Isee fino a 15mila euro. Su questa soluzione, però, continuano a pesare i timori legati a possibili abusi e truffe.

Un capitolo specifico riguarda infine gli autotrasportatori e tutti coloro che utilizzano veicoli per il trasporto delle merci, compresi i furgoni. Per loro il governo sta studiando interventi più incisivi.

La preoccupazione principale è che il caro carburanti finisca per trasferirsi sui prezzi dei prodotti, colpendo anche gli scaffali dei supermercati e alimentando una nuova spirale inflazionistica.

Published by
Amedeo Vinciguerra