Economia

Casa, 1,5 milioni di famiglie in grave disagio abitativo: per il 78,9% degli italiani era più facile comprarla in passato

Un milione e mezzo di famiglie italiane vive in condizioni di grave disagio abitativo, mentre il 78,9% degli italiani è convinto che in passato fosse più facile acquistare una casa. È quanto emerge dalla ricerca “Abitare l’Italia di domani”, realizzata dal Centro Luigi Einaudi, da Confindustria Assoimmobiliare e da Assonime e presentata oggi a Roma.

Lo studio

Il problema si concentra soprattutto nelle grandi città, dove il deficit medio è stimato in 150mila alloggi all’anno. Roma e Milano sono le aree con il fabbisogno più elevato, rispettivamente con 39.300 e 34.600 abitazioni mancanti. Uno squilibrio tra domanda e offerta che rende sempre più difficile sostenere i costi dell’abitare per un numero crescente di famiglie e aggrava la carenza di alloggi nei territori a maggiore attrattività. La criticità, sottolinea lo studio, non deriva da una mancanza assoluta di immobili. In Italia si contano infatti 35,6 milioni di abitazioni a fronte di meno di 26 milioni di nuclei familiari.

Una parte consistente delle case inutilizzate, tuttavia, si trova in zone poco attrattive, lontane dai principali poli economici e occupazionali, dove la domanda abitativa è più debole. A frenare l’offerta contribuisce anche la struttura del mercato degli affitti, ancora fortemente frammentato e affidato soprattutto ai privati. Oltre il 90% delle locazioni è gestito da piccoli proprietari, mentre gli operatori istituzionali amministrano appena 480mila unità. Una dimensione ridotta rispetto agli altri grandi Paesi europei: nel Regno Unito gli immobili gestiti da questi soggetti sono 2,85 milioni, mentre in Germania e Francia raggiungono circa 2 milioni ciascuna.

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Gianluca Pace