Casa sempre più cara, il problema diventa emergenza: dal caro-affitti alle nuove misure del governo (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Comprare casa o riuscire a sostenere un affitto è diventato sempre più difficile in Europa. Il problema abitativo non è soltanto economico, ma rischia di trasformarsi in una vera emergenza sociale, con conseguenze anche sul piano politico. La Spagna rappresenta uno degli esempi più evidenti: dopo settimane di proteste e accampamenti nelle città, il Parlamento ha bocciato i decreti d’emergenza sulla casa proposti dal governo socialista, contribuendo alla crisi politica che ha portato alle dimissioni di Pedro Sanchez e allo scioglimento delle Camere.
Anche in Italia il tema è destinato a occupare un posto centrale nella prossima legge di Bilancio. Gli ultimi dati Eurostat mostrano che nel secondo trimestre del 2026 i prezzi delle abitazioni nell’Unione europea sono aumentati del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre gli affitti sono cresciuti del 3%. In Italia l’andamento resta sostanzialmente in linea con la media europea: rispetto al primo trimestre dell’anno, le abitazioni sono aumentate dell’1,2% e gli affitti dello 0,7%.
Nel nostro Paese il mercato immobiliare mostra comunque un andamento differenziato. Secondo Idealista, il terzo trimestre del 2026 si è chiuso con una flessione congiunturale dei prezzi dell’1,1%, fino a una media di 2.031 euro al metro quadro. Su base annua, però, il bilancio rimane positivo: rispetto a settembre 2025 le quotazioni sono aumentate del 3,3%, mentre nell’ultimo mese sono rimaste stabili.
A rendere ancora più delicato il quadro sono i numeri sugli sfratti. Secondo l’Ufficio Studi SoloAffitti, nel 2024 sono stati oltre 40mila, con circa tre casi su quattro legati alla morosità. Le richieste di esecuzione presentate agli ufficiali giudiziari hanno raggiunto quota 81.054, mentre gli sfratti effettivamente eseguiti sono stati 21.337.
La difficoltà nel trovare un’abitazione emerge anche da un’indagine sulle locazioni: il 37% degli inquilini considera i canoni superiori al proprio budget il principale ostacolo nella ricerca di una casa. Dall’altra parte, il 74% dei proprietari dichiara di aver avuto esperienza di affitti non pagati.
Di fronte a questa situazione, il governo Meloni sta valutando diverse misure da inserire nella prossima manovra economica, con particolare attenzione alle giovani generazioni. Tra le ipotesi illustrate dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo figurano nuovi incentivi per l’acquisto della prima casa destinati agli under 36, sempre compatibilmente con le risorse disponibili.
Sul tavolo ci sono anche interventi sul fronte delle locazioni. Tra le proposte figurano l’estensione della possibilità di applicare l’Iva alle operazioni di cessione e locazione di abitazioni effettuate da società immobiliari, la riduzione dell’aliquota Iva dal 10 al 5% per la locazione di fabbricati residenziali, con esclusione degli immobili di lusso, e nuove regole per gli immobili residenziali locati dalle imprese di costruzione.
Un’altra ipotesi riguarda l’introduzione di una cedolare secca al 5% per gli affitti a lungo termine. L’obiettivo dichiarato è intervenire sul costo dell’abitare e creare condizioni più favorevoli soprattutto per i giovani. «Serve una formazione di qualità, un lavoro sicuro e stabile, una retribuzione adeguata, una casa a un prezzo equo», ha dichiarato la premier Giorgia Meloni.
Il capitolo casa potrebbe comprendere anche le agevolazioni per le ristrutturazioni e l’efficientamento energetico. Il governo sta infatti valutando una rimodulazione dei bonus edilizi in vista delle scadenze di fine anno.
L’obiettivo è evitare il drastico ridimensionamento del bonus ristrutturazioni, che dovrebbe scendere al 36% per le prime case e al 30% per le seconde abitazioni. Tra le ipotesi allo studio c’è un Ecobonus unico e stabilizzato al 65%, destinato agli interventi di efficientamento energetico considerati più rilevanti e strutturali.
La misura avrebbe l’obiettivo di concentrare le risorse sulla sostenibilità degli edifici, offrendo maggiore stabilità anche al settore delle costruzioni. La prossima legge di Bilancio potrebbe quindi avere proprio nella casa uno dei suoi pilastri principali: dagli affitti agli acquisti, dagli sfratti ai bonus, il governo è chiamato a trovare un equilibrio tra sostegno alle famiglie, tutela dei proprietari e rilancio del mercato immobiliare.