(Foto Ansa)
La Commissione europea alza il livello della procedura nei confronti dell’Italia e di altri otto Stati membri che non hanno ancora presentato il piano nazionale di ristrutturazione degli edifici previsto dalla direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, la cosiddetta direttiva “case green”.
Bruxelles ha infatti deciso di inviare un parere motivato, dopo le lettere di costituzione in mora dello scorso marzo, chiedendo ai nove Paesi di trasmettere i piani senza ulteriori ritardi. Gli Stati avranno due mesi per rispondere: in assenza di una soluzione soddisfacente, la Commissione potrà deferire i casi alla Corte di giustizia dell’Ue.
I piani, la cui prima bozza doveva essere presentata entro il 31 dicembre 2025, rappresentano le tabelle di marcia nazionali per trasformare il patrimonio edilizio in un sistema più efficiente e decarbonizzato entro il 2050. Devono comprendere una fotografia del patrimonio immobiliare, obiettivi per il 2030, 2040 e 2050, misure e politiche previste, oltre alle esigenze di investimento e alle relative fonti di finanziamento.
La Commissione dovrà valutare le bozze e fornire indicazioni agli Stati, che dovranno poi presentare le versioni definitive entro il 31 dicembre 2026.
Nel frattempo, Bruxelles ha anche avviato nei confronti dell’Italia una distinta procedura per la mancata piena trasposizione della direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici.