Clima, il ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin batte un colpo… a vuoto. Automotive in crisi? Colpa del Green Deal

Nel pieno della crisi climatica quale emergenza prioritaria e che anzi, ormai divenuta cronica e strutturale ne smentisce il carattere appunto emergenziale, destava stupore, se non inquietudine, una certa reticenza del ministro che del tema dovrebbe essere il più competente. Pichetto Fratin, tra i ministri del governo Meloni sembra il più nascosto, quasi una conferma del distacco se non l’indifferenza del governo.

Oggi il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha battuto un colpo, provando a rettificare l’impressione,  in un’intervista a La Repubblica, intervenendo nel dibattito sulla crisi climatica aperto da Antonio Scurati.

“Dobbiamo fare di più sul fronte dell’adattamento”

“Sappiamo che dobbiamo fare di più, soprattutto sul fronte dell’adattamento, ma è importante riconoscere il lavoro svolto. Dire che sul clima questo governo non abbia fatto nulla non corrisponde ai fatti”.

Clima, il ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin batte un colpo… a vuoto. Automotive in crisi? Coolpa del Green Deal (foto Ansa-Blitzquotidiano)

“In una scala di priorità a livello nazionale sovente sembra che sia meno enfatizzato, ma non ho mai avuto contestazioni sulle mie proposte. Purtroppo, ci possono essere difficoltà nel finanziamento, perché parliamo di decine di milioni di euro”, spiega.

L’impressione iniziale non sembra efficacemente fugata, mentre ammette che i fondi sono erogati col contagocce e insistendo sullo scivoloso concetto di adattamento (una specie di “arrangiatevi e che Dio vi aiuti”). Meno convincente ancora è quando parla di Green deal, unico serio tentativo europeo di dotarsi di strumenti di contrasto organici ed efficaci.

“Ribadisco che il Green Deal europeo è eccessivamente ideologico, al punto da non aver previsto i danni che avrebbe fatto: ha distrutto un settore come l’automotive in Germania, che automaticamente significa distruggerlo in Italia”, dichiara Pichetto Fratin.

E alla domanda se non siano state piuttosto l’innovazione e la competizione cinese a danneggiare il comparto, il ministro puntualizza: “Anche questo ha contato certamente, ma se già si è sull’orlo di un burrone e poi ci si dà una spinta da soli…”. Atteso che l’aggettivo “ideologico” è diventato comunque sinonimo di negativo, qual è la poszione più ideologica?

 

 

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Amedeo Vinciguerra