Cortina d'Ampezzo, chi ci lavora non può permettersela: il Comune sfratta i rifugiati per dar casa ai dipendenti (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Il Comune di Cortina d’Ampezzo (Belluno) ha emesso un’ordinanza di sgombero nei confronti di una famiglia ucraina che occupa senza titolo da tre anni un alloggio comunale nell’ex convento dei frati francescani, originariamente messo a disposizione per l’accoglienza temporanea dei profughi di guerra. Lo scrive il Gazzettino.
Al loro posto andranno alcuni dipendenti pubblici del municipio che oggi non riescono a trovare casa a Cortina. Il caso fotografa il paradosso abitativo di Cortina, reso ancora più marcato con le Olimpiadi: i canoni medi superano i 27 euro al metro quadro mensili e i proprietari privilegiano le locazioni stagionali, così chi lavora in paese non riesce a permettersi un affitto a prezzi di mercato e non ha i requisiti per accedere a una casa popolare.
Cortina d’Ampezzo perde residenti mentre insegnanti, dipendenti comunali, infermieri, personale degli alberghi sono costretti a interminabili viaggi in corriera dai paesi del circondario, schiacciati da una condizione che sa di beffa: hanno un reddito troppo alto per poter ricevere un alloggio popolare e non possono pagarsi una casa.
“Stiamo affrontando spese per l’affitto di case a San Vito di Cadore per i nostri dipendenti. Capiamo le esigenze di tutti, ma questa situazione non può continuare”, ha dichiarato il sindaco Gianluca Lorenzi.
La famiglia ucraina, composta da una coppia con due figli, ha nel frattempo convertito i permessi di soggiorno per protezione temporanea in permessi di lavoro, uscendo così dal sistema di accoglienza.
L’ordinanza, pubblicata martedì, impone la riconsegna entro sette giorni, pena l’esecuzione forzata anche con l’ausilio della forza pubblica. re la forza pubblica”.