(Foto d'archivio Ansa)
Il ricorso all’intelligenza artificiale nella redazione dei curricula è sempre più diffuso: decine di migliaia di CV vengono inviati ogni giorno alle aziende, spesso generati o rielaborati con strumenti automatici. Ma, secondo un’analisi dell’Osservatorio “Evolution Forum Business School sulle PMI”, su un panel di oltre 2.000 micro e piccoli imprenditori, questa tendenza sta producendo anche effetti collaterali evidenti.
“Il ricorso all’intelligenza artificiale è sempre più diffuso nella redazione dei curricula”, emerge dallo studio, ma “i CV di oggi sono pieni di strafalcioni”, con un aumento di posizioni lavorative inventate nel 25% dei casi, perché “l’algoritmo tende sempre a rendere più appetibile la persona che sta descrivendo”. Crescono anche esperienze modificate (25%) e aggiunte (22%), oltre a errori di grafica e impaginazione (17%), spesso dovuti alla mancanza di revisione umana (14%).
“Una delle cose che gli imprenditori ci stanno ripetendo è che capiscono che i CV siano stati scritti con l’AI per l’eccessivo utilizzo di parole chiave”, spiega il formatore Gianluca Spadoni. Le ripetizioni (8%) e le competenze troppo generiche (7%) riducono l’efficacia del profilo, mentre il selezionatore impiega meno di 10 secondi per una prima valutazione.
“Una delle cose che viene maggiormente apprezzata nei CV di oggi è l’originalità”, pari al 61%, mentre cresce il controllo incrociato sui social per verificare i candidati reali.