Economia

Da oggi un gelato sarà “artigianale” solo se lo è davvero, sanzioni fino a 25mila euro

Da oggi entra in vigore la norma che regolamenta l’uso della parola “artigianale” nella pubblicità di prodotti e servizi: un giro di vite che punta a contrastare abusi e operazioni di marketing ingannevoli. A comunicarlo è la CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa -, che definisce la misura un passaggio “atteso e necessario” per tutelare imprese e consumatori.

“Quando leggeremo ‘artigianale,’ potremo finalmente fidarci. Dietro quel termine dovrà esserci davvero un artigiano, con le sue competenze, il suo lavoro e – perché no – anche un po’ di orgoglio”, si legge nella nota. La norma prevede sanzioni per chi utilizza impropriamente il termine: fino all’1% del fatturato, con un minimo di 25.000 euro. Secondo la Cna, cambia concretamente anche il modo di raccontare i prodotti. Il gelato artigianale, ad esempio, “non potrà nascere da una polvere misteriosa, ma da un laboratorio dove qualcuno pesa, miscela e assaggia”.

Lo stesso vale per mobili, abiti e pizza: non basteranno più etichette suggestive o nomi accattivanti, ma servirà un reale processo artigianale alle spalle. “Siamo molto soddisfatti per l’importante novità normativa – sottolinea il Presidente Cna Dario Costantini – che rappresenta un traguardo fondamentale per l’artigianato. Ora è essenziale assicurare controlli capillari da parte delle autorità competenti, a garanzia degli artigiani e soprattutto dei consumatori.”

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Francesca Ripoli