Economia

Dazi, gli effetti della sentenza della Corte Suprema Usa: l’amministrazione Trump costretto a pagare i primi rimborsi agli importatori

L’amministrazione Trump ha cominciato a rimborsare le aziende che hanno pagato dazi giudicati illegittimi dalla Corte Suprema Usa. Si tratta di circa 100 miliardi che torneranno nelle tasche degli importatori di prodotti esteri. I consumatori invece restano esclusi da quaunque forma di rimborso.

I rimborsi arrivano dopo una sentenza di febbraio che ha stabilito che Trump ha oltrepassato i poteri fiscali del Congresso non avendo l’autorità costituzionale per imporre dazi all’importazione. Il governo Trump ha quindi cominciato a rimborsare circa 100 miliardi di dollari di dazi (cifra che corrisponde a circa 86,6 miliardi di euro) e che vennero imposti da Trump con il “Liberation Day” e che, da quel giorno, sono stati pagati tramite gli uffici doganali.

Secondo recenti documenti giudiziari della Us Customs and Border Protection, si tratta del 60% dei 165 milardi di dollari (143 miliardi di euro) totali incassati, riporta il Financial Times. Ci sono poi circa 29 miliardi di dollari (25,1 miliardi di euro) di potenziali rimborsi che sono ancora al vaglio delle autorità commerciali e circa 1,6 miliardi di dollari (1,4 miliardi di euro) che non sono stati ancora elaborati perché gli importatori non hanno fornito i dati bancari.

Il portale per i rimborsi

Ad aprile è stato anche aperto un portale di rimborso che permette la restituzione delle somme illegittime. In questo modo le aziende statunitensi posso chiedere di essere rimborsate senza particlari trafile. In tutto sono state presentate richieste ammissibili per circa 127 miliardi di dollari (110 miliardi di euro). La somma include anche gli interessi, su un totale di 166 miliardi di dollari (143 miliardi di euro) di dazi versati da oltre 330mila importatori per più di 53 milioni di spedizioni, secondo i dati forniti dall’agenzia Ap.

Cosa non va nella legge sui dazi

La Corte Suprema Usa ha stabilito che la legge non offre una definizione precisa né un elenco dettagliato di ciò che costituisce un’emergenza. Al contrario invece, al presidente è riconosciuta un’ampia discrezionalità nel dichiarare lo stato di emergenza nazionale che scatterebbe di fronte ad una “minaccia insolita e straordinaria”. Tra queste c’è ovviamente un attacco all’economia Usa portato avanti da imprese straniere.

A non gradire i dazi sono state in primis le aziende Usa che sono state costrette a pagare gli importatori che arrivano con le merci alla dogana, e non dagli esportatori esteri o dai governi stranieri. I costi sono stati poi riversati sui consumatori che hanno visto crescere i prezzi al dettaglio in un paese con gli Stati Uniti in cui i consumatori sono molto attenti a questi indici.

Amazon è una delle aziende che è stata rimborsata con 600 milioni di dollari. Questi soldi, come fatto anche da altre aziende, sono stati usati per alleviare l’impatto dei dazi sui clienti, sostenendo in questo modo prezzi più bassi nei negozi. Non tutte le aziende l’hanno però potuto fare dato che non tutte le aziende hanno una capacità economica paragonabile a quella di Amazon.

 

Published by
Lorenzo Briotti