Economia

Dichiarazione 2026, al via il Modello Redditi: cosa sapere su tempi e obblighi

Parte ufficialmente la stagione della dichiarazione dei redditi 2026. Dal 15 aprile i contribuenti possono presentare il Modello Redditi Persone Fisiche relativo all’anno d’imposta 2025. La trasmissione deve avvenire esclusivamente per via telematica, attraverso i servizi online dell’Agenzia delle Entrate oppure tramite intermediari abilitati.

Il termine ultimo per l’invio è fissato al 2 novembre 2026, considerando che il 31 ottobre cade di sabato. Resta comunque possibile la presentazione cartacea presso gli uffici postali, ma solo nel periodo compreso tra il 15 aprile e il 30 giugno.

Parallelamente, dal 30 aprile sarà disponibile il modello 730 precompilato nell’area riservata del portale dell’Agenzia. I contribuenti potranno accedere per controllare i dati inseriti automaticamente da banche, assicurazioni, datori di lavoro e farmacie.

730 precompilato: come funziona e tutte le date

Il calendario del modello 730 è ben definito e scandito da passaggi precisi. Dopo l’apertura del portale il 30 aprile, dall’11 maggio sarà possibile modificare, integrare o accettare la dichiarazione precompilata e procedere con l’invio.

La scadenza definitiva per il 730 è fissata al 30 settembre 2026. Dopo questa data, chi non ha presentato la dichiarazione dovrà utilizzare il Modello Redditi PF, con modalità e tempistiche differenti.

Un’importante conferma riguarda la possibilità di presentare il 730 anche senza sostituto d’imposta. In caso di credito, il rimborso sarà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul conto corrente del contribuente; in caso di debito, sarà invece necessario effettuare il pagamento tramite modello F24, anche rateizzabile.

Nuove aliquote IRPEF e bonus: cosa cambia

Tra le principali novità della dichiarazione 2026 c’è la riforma dell’IRPEF, che introduce un sistema a tre aliquote:

  • 23% per redditi fino a 28.000 euro
  • 35% per redditi tra 28.001 e 50.000 euro
  • 43% per redditi oltre i 50.000 euro

Questa modifica incide direttamente sul calcolo dell’imposta e sul conguaglio finale. È quindi fondamentale verificare che le detrazioni per lavoro dipendente siano state applicate correttamente.

Importanti cambiamenti riguardano anche i bonus casa. Il Superbonus ha uno spazio ridotto, mentre restano attivi strumenti come il bonus ristrutturazioni (50% fino a 96.000 euro), l’ecobonus e il sismabonus, seppur con regole più stringenti. Ridimensionato anche il bonus mobili, con limiti di spesa più bassi.

Spese detraibili, controlli e attenzione alla tracciabilità

Il sistema precompilato include automaticamente molte spese, tra cui quelle sanitarie, ma resta fondamentale rispettare il requisito della tracciabilità dei pagamenti. Per la maggior parte delle detrazioni al 19%, infatti, è obbligatorio utilizzare strumenti elettronici.

Fanno eccezione alcune spese, come l’acquisto di farmaci o le prestazioni sanitarie presso strutture pubbliche, per cui è ancora ammesso il contante. Tuttavia, in caso di controlli, sarà necessario dimostrare l’effettivo pagamento tramite ricevute o estratti conto. Tra le altre spese detraibili rientrano quelle per l’istruzione, le attività sportive dei figli e gli affitti degli studenti fuori sede, a determinate condizioni.

Infine, è bene ricordare che accettare il 730 senza modifiche riduce i controlli documentali da parte dell’amministrazione finanziaria. In caso contrario, il contribuente dovrà conservare tutta la documentazione. Per situazioni complesse, come redditi esteri o patrimoni articolati, resta consigliato affidarsi a CAF o professionisti, anche alla luce dei controlli sempre più stringenti a livello internazionale.

Published by
Filippo Limoncelli