Donne d’impresa: Antonella Manuli, che con la fattoria La Maliosa ha messo le ali al suo progetto sostenibile - Blitz Quotidiano
Figlia d’arte, cioè di famosi imprenditori di Milano, Antonella Manuli è tra le prime imprenditrici ad avere oggi in Maremma un progetto agricolo sostenibile di rara bellezza: Fattoria La Maliosa. Imprenditrice ed Executive Internazionale vanta una grande esperienza di leadership nei settori dell’hospitality, agricoltura sostenibile, servizi di lusso, sviluppo strategico del business e produzione vitivinicola. Già Presidente e CEO di Terme di saturnia SPA e Golf resort è anche una relatrice e contributor riconosciuta a livello nazionale e internazionale sui temi della sostenibilità, del vino naturale, dell’agricoltura rigenerativa e del turismo sostenibile. Non a caso nelle sue esperienze lavorative ha puntato con successo su:
La sua formazione negli Stati Uniti l’ha vista impegnata presso la Cornell University School of Hotel Administration e la California State of University ottenendo il Bachelor of Science in Business Administration & Finance with Distinction nel 1986 oltre al diploma francese Diplôme de Bachelier du Second Degré precedentemente ottenuto nel 1981. Antonella parla fluentemente inglese e francese e possiede un ricco portafoglio di certificazioni alle spalle. Campionessa di golf e manager di indiscussa bravura, nella sua poliedrica vita si può dire che dove Antonella “tocca” il successo è assicurato! Nonostante il curriculum vitae di tutto rispetto però, Antonella, è rimasta uno spirito libero e il rispetto della natura e dell’uomo sono il suo motto e anche la prima regola entrata in azienda.
La Maliosa è oggi un raro e bellissimo esempio di fattoria che valorizza il territorio maremmano e i prodotti che lo caratterizzano: vino e olio frutto di uno stile di vita e dell’idea di un’agricoltura differente “più rispettosa- come sottolinea Antonella con un sorriso- della natura e dell’uomo”. Lei, imprenditrice di oggi con un background alle spalle di vita e di studi vissuto tra Italia, Svizzera e Stati Uniti ha finalmente realizzato il suo sogno nel cassetto, nato già alla metà degli anni 2000. È così che oggi lei va fiera delle innovative tecniche agronomiche per una sempre maggiore sostenibilità nelle produzioni vitivinicole. Il suo sorriso sboccia nel grande prato fiorito della Maliosa, dove- ci spiega- lavoriamo con tecniche codificate con il nome “Corino TM”, nate dopo il suo incontro con l’agronomo e ricercatore Lorenzo Corino. Per conoscerla meglio e di più le abbiamo chiesto:
Dopo esperienze di studi tra Svizzera, Italia, USA lei è tornata in Italia. Come mai? Di solito i nostri italiani che studiano all’estero ci rimangono…
Alla fine degli anni ’80 ho valutato delle opportunità professionali interessanti per me in Italia e a metà degli anni 2000 ho iniziato la mia avventura con Fattoria La Maliosa. Qui la natura è ancora autentica e ho potuto unire la mia esperienza manageriale a un progetto agricolo che ha un senso profondo.
Cosa ne pensa della “Parità di genere”? Qual è stata la sua esperienza in famiglia e nella vita?
Credo che l’impegno non abbia genere e che la parità vada praticata nei fatti, non solo dichiarata. In famiglia ho respirato la cultura d’impresa fin da piccola e ho imparato che con preparazione e determinazione ci si può guadagnare il proprio spazio. Nella vita professionale non sono sempre mancate le difficoltà, ma ho sempre risposto con il lavoro e i risultati. E alla Maliosa lavoro con una squadra all’ 80% composta da giovani donne.
Sostenibilità e I.A. sono ormai all’ordine del giorno. Come si conciliano nella sua azienda?
Per me la tecnologia è uno strumento al servizio della natura, non il contrario. Alla Maliosa usiamo il digitale in ogni ambito, come nella tracciabilità, nell’etichettatura, nella comunicazione e investiamo in energie rinnovabili con il fotovoltaico. Il cuore resta l’agricoltura rigenerativa e il lavoro dell’uomo in vigna e in campo, ma le nuove tecnologie sono il supporto necessario per raccontare e valorizzare il tutto. L’I.A. è un nuovo tema che stiamo investigando e verrà presto integrato nelle funzioni aziendali.
Il golf come passione o come cura contro lo stress?
Entrambe le cose. Il golf mi ha insegnato soprattutto concentrazione, pazienza e rispetto delle regole, qualità utili anche nel lavoro. Non trovo che sia un antistress, piuttosto un diverso focus.
Un suo difetto e la sua migliore qualità?
Il mio difetto è che a volte sono troppo diretta. La qualità migliore, credo, è la tenacia unita alla curiosità: non smetto mai di imparare e non mi arrendo davanti agli ostacoli. E sono rimasta uno spirito libero, cosa che mi aiuta a scegliere sempre secondo coscienza.
Progetti per il futuro della “Maliosa”?
Vogliamo continuare a crescere nel rispetto della terra, portando i nostri vini artigianali e il nostro olio biologico sempre più lontano. Stiamo inoltre sviluppando molto l’accoglienza e il turismo esperienziale, per far vivere alle persone la Maremma autentica. E vogliamo continuare a sperimentare tecniche agronomiche sempre più sostenibili.
Olio e vino sono i nostri prodotti d’eccellenza in Toscana: In che cosa “La Maliosa” fa la differenza?
Nel modo di lavorare: un’agricoltura più rispettosa della natura e dell’uomo, con le tecniche ispirate al Metodo Corino. Per noi vino e olio sono espressione di uno stile di vita, non solo prodotti. Il risultato sono vini e un olio extravergine biologico che raccontano davvero il territorio, anche perché pratichiamo una coltivazione che ne preserva il paesaggio e la vitalità.