Beatrice Beleggia
In realtà Beatrice fin dall’età di 6 anni sembrava destinata a diventare una stella. Musica e danza classica hanno guidato i suoi primi passi “sulle punte”… fino ad oggi. Una ragazza solare con una bellezza acqua e sapone e il dono di un’immediata empatia anche con chi la vede per la prima volta. È lei, Beatrice, che oggi non può vantare di essere una étoile sul palco del Bolshoi di Mosca ma che invece è la vera protagonista insieme alla sua famiglia di un’espansione internazionale dei marchi di del Gruppo Bros Manifatture.
Impegno sociale che promuove anche importanti progetti di empowerment femminile, ospitalità e grande stile sono le sue carte vincenti. A soli 37 anni, Beatrice, è oggi Amministratrice Delegata per il mercato americano curando per l’espansione dei principali brand del Gruppo composto da: Brosway, S’agapò, Rosato e Pianegonda. Da Las Vegas alle principali boutique monomarca e corner di Milano, Roma, Forte dei Marmi, Napoli oltre ai vari hub internazionali Beatrice contribuisce al successo dei marchi.
L’attività oltreoceano ha uno straordinario sviluppo internazionale di circa 10mila punti vendita nel mondo con oltre 300 addetti tra sede centrale, filiali, rete commerciale con focus su Stati Uniti, Europa e Cina. Tra i suoi hobby l’arte contemporanea e la lettura. La sua vita e il suo impegno professionale però sembra quasi una danza che la porta a muoversi con eleganza e grande dignità anche con i suoi tre fratelli maschi. Ci racconta infatti che lei lavora:
“In stretta sinergia con i fratelli Maurizio, Direttore Marketing e Valerio Responsabile dello Sviluppo del prodotto”. Figlia dell’imprenditore Lanfranco Beleggia, padre fondatore del Gruppo Bros Manifatture, Beatrice vanta di aver avuto una vera “gavetta” in famiglia nel suo percorso di “formazione sul campo” che l’ha vista crescere progressivamente con relative responsabilità nel campo delle relazioni pubbliche del Gruppo e dei rapporti con i media, clienti e stakeholder. Ci racconta di essere sposata da sei anni. Per conoscerla meglio e di più le abbiamo chiesto:
Lei che ha “appeso al chiodo” il tutù di ballerina classica: C’è qualcosa che non rifarebbe?
Più che qualcosa che non rifarei, c’è qualcosa che avrei fatto di più: maggiori esperienze all’estero. Vivere in altri Paesi e confrontarsi con culture diverse è un’occasione preziosa per crescere, sia personalmente sia professionalmente. Se potessi tornare indietro, dedicherei più tempo a questo.
La sua più grossa soddisfazione nel campo della vita e del lavoro?
Nella vita, la mia più grande soddisfazione sono le amicizie vere. Nel lavoro, sono orgogliosa di aver costruito relazioni solide con stakeholder di primo piano e di aver contribuito a portare in azienda tendenze Americane innovative. Credo, però, che ci siano ancora molti traguardi da raggiungere e altrettante soddisfazioni da conquistare.
Come intende utilizzare l’IA nei suoi progetti aziendali?
Il nostro Direttore Marketing sta sviluppando numerosi progetti all’avanguardia legati all’intelligenza artificiale. Credo fermamente nelle sue potenzialità e nel contributo che potrà offrire anche sul piano organizzativo e nella gestione dei processi aziendali.
Qual è il mercato che le ha dato maggiori soddisfazioni: USA, Cina, Europa, Italia?
Gli Stati Uniti mi hanno dato grandi soddisfazioni, pur essendo un mercato in cui abbiamo ancora ampi margini di sviluppo. È una realtà dinamica, capace di anticipare le tendenze e offrire stimoli preziosi. Al tempo stesso, ogni mercato ha caratteristiche e opportunità specifiche che meritano attenzione e investimenti mirati. L’internazionalizzazione è una priorità strategica per la nostra azienda: stiamo investendo molto per rafforzare la presenza all’estero, valorizzando le peculiarità dei diversi Paesi e mantenendo un forte legame con il mercato italiano e con le nostre radici.
Negli USA ora con le politiche Trumpiane si stanno affrontando problemi di mercato: cosa ci può dire in merito?
La fase iniziale, caratterizzata dall’introduzione dei nuovi dazi è stata particolarmente delicata e ha richiesto un rapido adattamento. Continuiamo comunque a credere nel mercato americano e ad affrontare i cambiamenti con un approccio costruttivo e una visione di lungo periodo.
Un suo progetto ancora da realizzare?
Ho ancora tantissimi progetti che desidero realizzare. Per il momento, però, preferisco non anticipare nulla: sono scaramantica!
Con tre fratelli maschi in famiglia, cosa può dirci della “Parità di genere”, soprattutto nel nostro Paese?
Credo che siano stati fatti passi avanti verso la parità di genere e che ci sia ancora ampio spazio per migliorare, anche nel nostro Paese. Mi auguro che si continui a lavorare insieme (team di uomini e donne) affinché il talento, le competenze e l’impegno siano riconosciuti e valorizzati allo stesso modo, offrendo a ciascuno le stesse opportunità di crescita.
Pur avendo ricevuto nel 2024 l’ importante riconoscimento essendo inserita da Forbes in Italia “tra i top 100 manager” selezionati per guidare le aziende del Made in Italy con innovazione e sostenibilità, corre voce che lei più che a riconoscimenti e premi ufficiali tenga particolarmente a parlare della tenuta enoturistica Officina del sole Wine resort di famiglia nelle Marche? È vero?
Sì, sono legata davvero profondamente alla mia terra e sono orgogliosa del contributo che mio padre ha dato alla valorizzazione del territorio, attraverso la realizzazione di strutture di grande bellezza. Officina del Sole è una tenuta meravigliosa, immersa in 50 ettari di vigneti, uliveti e frutteti. Il resort offre camere, ristorante, campi da padel, piscine e tanto altro in un contesto paesaggistico straordinario, con una vista panoramica a 360 gradi. È un luogo che racchiude il nostro legame con le Marche e il desiderio di farne conoscere la bellezza.